Intesa o non intesa, la minaccia dei dazi Usa si avvicina al 1° agosto
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Redazione Esteri
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Mentre il 1° agosto si avvicina, la questione dei dazi statunitensi sull’Unione europea rimane in bilico tra trattative serrate e possibili compromessi. Donald Trump, che inizialmente aveva minacciato un’aliquota del 30%, sembra ora disposto a scendere al 15%, sebbene con eccezioni significative: confermato, ad esempio, il balzello del 50% per l’acciaio, mentre restano in gioco esenzioni per settori come l’agricoltura, gli alcolici, il legname e i dispositivi medici.
Se da un lato la Commissione europea definisce l’accordo «a portata di mano», dall’altro permangono scetticismi legati a precedenti deludenti. Già all’inizio del mese, infatti, un’intesa appariva imminente, salvo essere stravolta dall’improvvisa minaccia di dazi generalizzati. A Bruxelles, dove si attende ancora una risposta formale da Washington, l’ottimismo è temperato dalla consapevolezza che Trump potrebbe cambiare posizione da un momento all’altro.
«L’Ue vuole davvero arrivare a un’intesa», ha dichiarato il segretario al Commercio Howard Lutnick, lasciando trapelare un cauto ottimismo. Ma i numeri raccontano una realtà meno conciliante: un’eventuale tariffa del 15% rappresenterebbe comunque un aumento quadruplo rispetto ai livelli pre-Trump, una misura difficilmente sostenibile nel lungo periodo.




