Crisi idrica in Sicilia, i sindaci dell'Ennese chiudono la condotta verso Caltanissetta
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Redazione Interno
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In Sicilia, la siccità ha raggiunto livelli critici, scatenando tensioni tra le amministrazioni locali. I sindaci dei comuni dell'Ennese, dipendenti esclusivamente dalla diga Ancipa per l'approvvigionamento idrico, hanno deciso di chiudere la condotta che rifornisce Caltanissetta e San Cataldo. Fabio Venezia, parlamentare regionale e assessore della giunta comunale di Troina, ha annunciato questa drastica misura, sottolineando che la decisione è stata presa dopo ripetuti avvertimenti alla cabina di regia regionale sull'emergenza idrica.
La diga Ancipa, unica fonte di acqua per i comuni di Troina, Gagliano Castelferrato, Cerami, Nicosia e Sperlinga, è al centro di una disputa con i comuni del Nisseno, che richiedono la riapertura dell'erogazione verso le loro località. La cabina di regia regionale aveva stabilito il ripristino del flusso idrico verso il Nisseno, decisione che ha portato i sindaci dell'Ennese a occupare l'area del potabilizzatore della diga in segno di protesta.
La situazione è diventata insostenibile per i cittadini dell'Ennese, costretti a ricevere acqua solo una volta ogni sette giorni. La chiusura della condotta è stata vista come un atto necessario per garantire l'approvvigionamento idrico ai comuni più colpiti dalla siccità. Tuttavia, questa azione ha suscitato reazioni contrastanti, con la DC provinciale di Caltanissetta che ha espresso pieno sostegno all'amministrazione guidata dal sindaco Tesauro, impegnata a fronteggiare la crisi idrica nel capoluogo nisseno.
La querelle tra le amministrazioni locali evidenzia la gravità della crisi idrica in Sicilia, dove la mancanza di risorse idriche sta mettendo a dura prova la convivenza tra i comuni.




