Loreto, una fiaccolata per Luigia. Lunedì il gip vede Khemaies, martedì l'autopsia. La procura: "Non è femminicidio"
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Redazione Interno
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Una comunità si prepara a rendere omaggio a Luigia Fortunato. Il Comune e la Curia hanno organizzato una fiaccolata che attraverserà le vie di Loreto per ricordare la 33enne uccisa giovedì sera nell'appartamento di via Bramante 194. Il corteo, che partirà dal luogo del delitto, passerà davanti alla scuola primaria Marconi frequentata dal figlio della vittima per poi giungere in piazza della Basilica, dove è prevista l'apertura straordinaria delle porte della Santa Casa e l'omelia del vescovo.
La data dell'iniziativa, presumibilmente giovedì, resta comunque legata ai tempi dell'autopsia, con il rischio di uno slittamento, come riferito da fonti locali.
Il movente e la dinamica del delitto
La lite che ha portato all'omicidio sarebbe scoppiata per questioni legate alla gestione del figlio di sette anni, che quella sera era stato portato dalla nonna materna per sottrarlo al clima di tensione. Secondo le prime ricostruzioni, la coppia, sebbene di fatto separata, continuava a vivere sotto lo stesso tetto per permettere al bambino di crescere con entrambi i genitori, un contesto caratterizzato da una forte conflittualità.
Ad aggravare il clima, il passato giudiziario dell'uomo, noto alle forze dell'ordine per una condanna per spaccio di droga tra il 2017 e il 2019, un periodo di detenzione e un'evasione dai domiciliari nel 2020, quando ruppe il braccialetto elettronico. La scintilla finale potrebbe essere stata una scenata che Khemaies aveva fatto nei giorni precedenti al centro estivo frequentato dal figlio, episodio che aveva esasperato la donna.
Il fermo e l'interrogatorio di garanzia
Dopo il delitto, Sami Khemaies, 39 anni, si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Porto Recanati confessando l'omicidio. Ai militari avrebbe fornito una versione che ora sarà oggetto di verifica, sostenendo di essere stato minacciato dalla moglie, la quale avrebbe impugnato per prima il coltello. L'uomo si trova attualmente nel carcere di Montacuto, ad Ancona. Per lunedì mattina, alle 9.
15, è stata fissata l'udienza di convalida del fermo davanti al gip Carlo Cimini, un faccia a faccia che si terrà in videocollegamento con il tribunale. L'indagato, assistito dall'avvocato Simone Matraxia, potrebbe decidere se rispondere alle domande del giudice o rimanere in silenzio.
L'autopsia e l'inchiesta della procura
Martedì 14 luglio sarà eseguita l'autopsia sul corpo di Luigia Fortunato all'obitorio dell'ospedale di Torrette. Il medico legale Angelo Montana sarà incaricato di fare luce sulle cause del decesso e sulla dinamica dei fatti, e la difesa potrebbe nominare un proprio consulente tecnico per partecipare all'esame. Gli inquirenti stanno inoltre vagliando le tracce biologiche presenti sull'arma del delitto, un coltello da cucina, affidate ai carabinieri del Racis e del Sis per cristallizzare la reale dinamica della tragedia.
Al momento, il pm Rosario Lioniello ha contestato a Khemaies l'omicidio volontario aggravato dall'uso dell'arma. La decisione di non applicare la contestazione di femminicidio, come previsto dall'articolo 577 bis del codice penale che punisce l'omicidio per odio e discriminazione di genere, è stata presa in considerazione della mancanza di denunce o segnalazioni di maltrattamenti pregressi ai danni della vittima.
Il cordoglio e il silenzio della famiglia
La famiglia di Luigia Fortunato ha scelto il più stretto silenzio in queste ore. L'avvocata della famiglia, Cristina Perozzi, ha chiesto di concentrarsi sulla protezione del minore e sul dolore della madre della vittima, lasciando lavorare la procura. Il sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, ha già annunciato che proclamerà il lutto cittadino in occasione dei funerali. La comunità di Cerignola, città d'origine della 33enne, ha espresso vicinanza alla famiglia e una ferma condanna per l'ennesima tragedia.




