Bitcoin, aumento dell'aliquota fiscale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il governo Meloni ha recentemente annunciato un significativo incremento dell'aliquota fiscale sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di bitcoin e criptovalute, portando la ritenuta dall'attuale 26% al 42%. Questa decisione, comunicata dal viceministro dell'Economia Maurizio Leo durante una conferenza stampa sulla manovra fiscale 2025, ha suscitato notevole scalpore tra gli investitori e gli operatori del settore. L'aumento dell'aliquota, che si applicherà a partire dal 2025, rappresenta un incremento del 61% rispetto alla tassazione attuale, già applicata sulle plusvalenze superiori ai 2.000 euro.
La revisione del contributo delle assicurazioni prevede inoltre un miliardo di incasso dall'imposta di bollo sulle polizze di Ramo III e V. Questo provvedimento si inserisce nel più ampio quadro della manovra finanziaria 2025, che mira a rafforzare le entrate fiscali dello Stato. Tuttavia, l'annuncio ha generato preoccupazioni tra gli investitori, che temono una fuga di capitali e un aumento dell'evasione fiscale.
Il vice ministro Leo ha illustrato le misure fiscali approvate nel consiglio dei Ministri del 15 ottobre, sottolineando l'importanza di adeguare la tassazione alle nuove realtà economiche e finanziarie. Nonostante ciò, le critiche non si sono fatte attendere: molti ritengono che l'aumento dell'aliquota sulle plusvalenze delle criptovalute possa rappresentare una mossa suicida per l'economia italiana, scoraggiando l'uso del bitcoin come protezione contro le politiche monetarie italiane ed europee.
In risposta a queste preoccupazioni, Young Platform, una delle principali piattaforme di scambio di criptovalute in Italia, ha dichiarato che si batterà senza sosta per aprire un dialogo con il ministero dell'Economia e delle Finanze, il Parlamento e le autorità competenti.




