Niscemi frana per la seconda volta, il paese rischia l'isolamento
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Redazione Interno
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Una nuova, drammatica frana ha colpito Niscemi nel primo pomeriggio, soltanto pochi giorni dopo un primo movimento del terreno che aveva già allertato la popolazione, rendendo la situazione nel centro nisseno ancor più critica e definita "drammatica" dal primo cittadino Massimiliano Conti. L'evento, che ha interessato il quartiere Santa Croci sottostante il Belvedere, ha costretto all'evacuazione circa cinquecento persone, le quali sono state indirizzate verso la palestra Pio La Torre per ricevere l'assistenza necessaria, mentre la chiusura delle scuole fino a nuove disposizioni segna la quotidianità di una comunità sotto shock. La frana, oltre a minare la stabilità di numerose abitazioni, ha reso impraticabile la SP 10 Ponte Olivo, la seconda arteria viaria ad essere interdetta dopo il cedimento della provinciale 12, isolando progressivamente il territorio e trasformando un'allerta in una concreta emergenza che rischia di tagliare i collegamenti vitali del paese.
La comparsata delle istituzioni e gli allarmi inascoltati
Solo dopo cinque giorni di incessante deterioramento del quadro, con i media in larga parte silenziosi, le massime cariche regionali si sono recate nelle aree colpite, mentre oggi un consiglio dei ministri è atteso per discutere lo stato d'emergenza. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha assicurato che la regione è in campo per attivare immediatamente gli interventi a supporto degli sfollati, seguendo con massima attenzione un'evoluzione che, di fatto, prosegue da giorni. I danni causati dal maltempo che si è abbattuto sull'isola, infatti, non sono affatto stabilizzati, e la frana di Niscemi ne è la prova più evidente, considerando che soltanto dieci giorni fa trenta persone erano già state fatte allontanare dalle proprie case, un numero che ora è cresciuto in via del tutto precauzionale ma che dimostra la rapida progressione del dissesto.
Lo scenario di un'emergenza annunciata
Il movimento franoso, di vaste proporzioni, ha stravolto il cuore del centro abitato, creando uno scenario di desolazione e paura dove le operazioni di soccorso e messa in sicurezza devono fare i conti con la precarietà del terreno e la chiusura delle strade. La decisione di evacuare centinaia di persone, sebbene precauzionale, sottolinea la gravità della minaccia che pende su un'area già provata, mentre il paese si ritrova ad affrontare non solo la perdita della sicurezza delle proprie abitazioni, ma anche la concreta prospettiva di rimanere isolato, con due arterie principali ormai fuori uso. L'amministrazione locale, dal canto suo, è impegnata a coordinare gli aiuti nella struttura destinata ad accogliere coloro che non hanno più un tetto, cercando di garantire un minimo di normalità in una situazione che, invece, normale non è affatto.
La risposta dello stato e il rischio isolamento
La chiusura della SP 10 Ponte Olivo, che segue quella della provinciale 12, configura un quadro di isolamento crescente per Niscemi, rendendo ancora più urgenti non solo gli interventi di prima assistenza, ma anche una strategia per ripristinare la viabilità fondamentale. La risposta delle istituzioni regionali e nazionali, attesa oggi in sede di consiglio dei ministri, sarà determinante per fronteggiare un'emergenza che non è frutto di un singolo evento, ma l'epilogo di un deterioramento progressivo del territorio, segnalato da tempo. Mentre gli sfollati attendono nelle strutture di accoglienza, la priorità rimane quella di stabilizzare il pendio e prevenire ulteriori cedimenti, in una corsa contro il tempo per evitare che il paese, già ferito, venga completamente separato dal resto della Sicilia.




