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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c'è pace per le infrastrutture italiane. Dopo il recente guasto ferroviario che ha scatenato un acceso dibattito politico, la Guardia di Finanza di Milano ha effettuato perquisizioni nelle sedi Anas di Roma, Torino e Milano. L'inchiesta, condotta dalla Procura di Milano, ipotizza reati di corruzione, turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio. Le indagini, che coinvolgono almeno due funzionari di Anas, si concentrano su presunte mazzette in cambio di appalti per lavori stradali in Lombardia e nel Nord-Est Italia.

Le perquisizioni, che hanno interessato anche tre società di esecuzione lavori, tra cui il Consorzio Stabile Sis di Torino, hanno portato alla luce una presunta tangente di quasi 846mila euro, versata tra il 2018 e il 2021 a due dirigenti Anas, uno dei quali ancora in carica. Le accuse, che gettano un'ombra pesante sulla gestione delle infrastrutture stradali, riguardano appalti per opere sulla Regina, un'importante arteria stradale.

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, che ha condotto le perquisizioni, ha acquisito documenti e materiale informatico nelle sedi Anas e presso le società coinvolte. Le indagini, che proseguono senza sosta, mirano a fare luce su un sistema di corruzione radicato e diffuso, che avrebbe compromesso la trasparenza e l'efficienza nella gestione degli appalti pubblici.

L'inchiesta, che ha già portato all'iscrizione nel registro degli indagati di nove persone fisiche, rappresenta un duro colpo per Anas, la società che gestisce la rete stradale italiana.

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