Greta Thunberg contro l'ipocrisia della Cop29 in Azerbaijan
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Redazione Interno
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Greta Thunberg, l'attivista svedese che nel 2018, a soli 15 anni, aveva parlato alla platea della Cop24, ha deciso di non partecipare alla Cop29, in corso a Baku, Azerbaijan. Durante un'intervista a Yerevan, capitale armena, Thunberg ha criticato duramente il vertice, definendolo un esempio di "estrema ipocrisia". Secondo l'attivista, l'Azerbaijan, paese ospitante, è responsabile di repressione e pulizia etnica, mentre continua ad aumentare la produzione di combustibili fossili.
Thunberg ha sottolineato come i paesi partecipanti alla Cop29 continuino ad acquistare risorse naturali dall'Azerbaijan, nonostante le gravi accuse mosse contro il petro-Stato. La sua presa di posizione ha sollevato un dibattito acceso, mettendo in luce le contraddizioni di un vertice che dovrebbe promuovere la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici.
Nel frattempo, i negoziati sul clima alla Cop29 sono iniziati il 14 novembre 2024, con la prima settimana di lavori dedicata a temi cruciali come il progetto dell'Atlante delle foreste di AzzeroCO2 e Legambiente, e la crescita dell'industria dei rifiuti. Tuttavia, la terza giornata di negoziati ha visto emergere divergenze sugli impegni finanziari. Una nuova bozza di accordo di 34 pagine, presentata dai paesi in via di sviluppo, ha richiesto 1,3 trilioni di dollari all'anno, ritenendo inadeguata la proposta preparata dall'ONU in collaborazione con Australia ed Egitto.
Le tensioni sono aumentate quando, durante una protesta all'Olympic Stadium di Baku, è comparsa una scritta gigante: "Pay up!" ("Pagate!"). Gli attivisti climatici hanno rivolto il messaggio ai paesi ricchi, sollecitandoli a rispettare gli accordi per il "loss and damage", il Fondo per gli aiuti economici ai paesi in via di sviluppo.




