Iran, due pasdaran uccisi in un attacco: tensione tra Libano e negoziati con gli Usa
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Redazione Esteri
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L'attacco contro i pasdaran in Iran ha provocato la morte di due membri delle Guardie Rivoluzionarie e il ferimento di altri due durante un'azione armata avvenuta nella notte nella città di confine di Paveh. L'episodio si inserisce in un contesto di forte tensione che coinvolge anche il Libano e accompagna una fase di incertezza sul possibile riavvio dei negoziati tra Teheran e gli Stati Uniti. Nelle stesse ore, infatti, le autorità iraniane hanno ribadito che i colloqui per un accordo definitivo, compreso quello relativo al programma nucleare, non sono ancora iniziati e che il loro avvio dipende dall'attuazione di specifiche disposizioni contenute nel memorandum d'intesa firmato tra le parti.
Raid nel sud del Libano e tensione regionale
La situazione resta delicata anche in Libano. Secondo quanto riferito dall'agenzia Nna, all'alba aerei da guerra hanno colpito la città di Deir Seryan, nel distretto di Marjeyoun, nel sud del Paese. Il protrarsi delle ostilità viene indicato come un elemento centrale nel quadro regionale, mentre da Teheran viene sottolineato che il percorso diplomatico con Washington resta subordinato al rispetto degli impegni previsti dall'intesa già firmata. Le dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Baghaei confermano che, allo stato attuale, non è stato avviato alcun negoziato definitivo.
L'Iran ha inoltre annunciato che una delegazione di esperti si recherà in Qatar nel corso della settimana. Le autorità hanno precisato che la missione non ha come obiettivo incontri diretti con i rappresentanti degli Stati Uniti. Nei giorni precedenti alcune fonti statunitensi avevano indicato la data di martedì 30 giugno per un possibile incontro tra le delegazioni a Doha, ipotesi successivamente smentita da Teheran ma ribadita nelle ultime ore dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mantenendo così un quadro di forte incertezza sull'effettivo svolgimento dei colloqui.
Le posizioni dell'Iran sullo Stretto di Hormuz e l'obiettivo degli Stati Uniti
Nel frattempo il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato sui social che le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz saranno svolte esclusivamente dall'Iran e che nessun altro Paese potrà intervenire nella missione. Le sue parole arrivano dopo l'annuncio del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva riferito di aver parlato con il governo dell'Oman per coordinare un'azione congiunta di sminamento nell'area. Parallelamente, il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato Steve Witkoff hanno aggiornato il Congresso sull'accordo tra Iran e Stati Uniti, ribadendo che l'obiettivo dell'amministrazione americana resta quello di raggiungere un'intesa definitiva che impedisca all'Iran di disporre di uranio altamente arricchito.




