Hamas alla ricerca di un nuovo rifugio per i suoi leader
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Redazione Esteri
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Da alcune settimane, il movimento radicale palestinese Hamas sta cercando un Paese disposto ad accogliere la sua leadership politica, consapevole delle forti pressioni che il Qatar sta subendo da parte di Stati Uniti, Israele e altre potenze occidentali. La posizione storica di Doha come ospite e sostenitore informale della causa palestinese sembra ormai compromessa, aprendo la strada a un possibile trasferimento di Hamas.
Nel frattempo, l'emiro Tamim bin Hamad al-Thani ha annunciato un rimpasto di governo in Qatar, con l'intento di rafforzare la sicurezza nazionale in risposta alle crescenti tensioni regionali. Considerando l'evoluzione del conflitto tra Israele e Iran e la possibilità che questo possa estendersi ulteriormente, il Qatar, che ha mantenuto una posizione delicata come mediatore tra le fazioni regionali, sembra ora concentrarsi sulla protezione delle proprie infrastrutture critiche e stabilità interna, con una riorganizzazione delle figure chiave nei settori della difesa e dell’intelligence.
Inoltre, il Qatar ha deciso di ritirarsi dalla mediazione per il cessate il fuoco a Gaza, comunicando la sua decisione circa dieci giorni fa a Israele e ad Hamas. Secondo fonti diplomatiche, Doha ha stabilito di non poter continuare la sua azione dal momento che nessuna delle due parti è disposta a negoziare in buona fede. Le trattative per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi sono diventate più una questione di politica ed elezioni sia per Israele che per Hamas, anziché un tentativo serio di garantire la pace.
Nonostante le smentite ufficiali, persistono le voci riguardanti l'espulsione degli esponenti di Hamas dal Qatar.




