Il Bodo/Glimt non è più una favola, è una corazzata: 3-0 allo Sporting e ipoteca sui quarti di Champions
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Redazione Sport
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L’ennesima notte europea all’Aspmyra Stadion si è trasformata nell’ennesimo monologo. Il Bodo/Glimt, la squadra che pesca nel bacino di una cittadina di cinquantamila anime abbarbicata oltre il circolo polare artico, ha letteralmente annientato lo Sporting Lisbona con un perentorio 3-0 nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Una prestazione che va ben oltre la semplice impresa sportiva, se è vero – come ha sottolineato il giornalista Paolo Condò a Sky Sport – che “non è più una favola, è realtà”. Perché i fatti, in questi casi, sono talmente cristallini da non lasciare spazio alla retorica: i norvegesi hanno infilato la quinta vittoria consecutiva nella massima competizione continentale, una striscia aperta a gennaio con il colpo gobbo contro il Manchester City e proseguita poi con il doppio confronto vinto contro l’Inter, passando per il successo in casa dell’Atletico Madrid e arrivando fino a questo netto 3-0 che profuma di quarti di finale.
La sfida scandinava, giocata sul sintetico amico, non ha praticamente avuto storia dopo i primi timidi sussulti lusitani. Lo Sporting, che pure aveva iniziato provando a imporre il proprio gioco, si è dovuto arrendere alla macchina perfetta orchestrata da Kjetil Knutsen, un tecnico che ha trasformato un pugno di gregari in un collettivo in grado di tesaurizzare ogni singolo frangente della gara. Al 32’ il primo squillo: Sondre Brunstad Fet, atterrato in area da Giorgos Vagiannidis, si è presentato sul dischetto e ha spiazzato il portiere con freddezza, trasformando il rigore procurato dallo stesso Fet. Poi, allo scadere del primo tempo, il raddoppio firmato da Ole Didrik Blomberg, abile a infilarsi alle spalle della difesa e a insaccare con un diagonale preciso su suggerimento di un ispiratissimo Jens Petter Hauge. Nella ripresa, la musica non è cambiata: al 71’, proprio Hauge – ex di turno del Milan – ha confezionato un assist al bacio per il danese Kasper Høgh, il cui tocco sotto misura ha fissato il punteggio sul definitivo 3.
L’ascesa inarrestabile della squadra che ha fatto dell’umiltà la propria arma
Guardando la classifica del campionato norvegese, che peraltro non è ancora iniziato, si fa fatica a comprendere come un club senza i riflettori delle grandi leghe possa permettersi di dominare scena contro avversarie del calibro dello Sporting, dell’Inter o del City. Eppure il campo parla chiaro: il Bodo Glimt ha ormai acquisito una consapevolezza nei propri mezzi che rasenta la perfezione tattica. La fase difensiva, sorretta da un portiere come Nikita Khaykin, regge l’urto, mentre la manovra offensiva si sviluppa per linee verticali, sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti e la qualità sugli esterni. Non si tratta più, dunque, di episodi fortunati o di serate stellate: si tratta di un progetto solido, che ha saputo crescere anno dopo anno.
L’analisi del dominio e la prospettiva del ritorno
La sensazione, al triplice fischio, era quella di una squadra che avrebbe potuto arrotondare ulteriormente il punteggio, tanto era evidente il divario in termini di intensità e organizzazione. I portoghesi, trascinati da un Luis Suarez che ha fallito una ghiotta occasione nei primissimi minuti, non sono mai riusciti a impensierire seriamente la retroguardia di casa, andando vicini al tracollo anche in qualche ripartenza. Per lo Sporting Lisbona, la montagna da scalare al ritorno nello stadio José Alvalade appare impervia: dovrà vincere con almeno tre reti di scarto per sperare nei supplementari, un’impresa che sulla carta sembra proibitiva di fronte a una squadra che non perde in Europa dallo scorso 25 novembre, quando la Juventus riuscì a violare l’Aspmyra solo nei minuti di recupero.
Il record e la dimensione europea del Bodo
Cinque vittorie consecutive in Champions League rappresentano un record impressionante per un club che, fino a pochi anni fa, era sostanzialmente sconosciuto al di fuori dei confini nazionali. Eppure i numeri sono inconfutabili: 3-1 al City, 2-1 in casa dell’Atletico, 3-1 e 2-1 contro l’Inter, e ora questo 3-0 allo Sporting. Una striscia che ha portato i norvegesi a un passo dal diventare la terza squadra nella storia del calcio norvegese a raggiungere i quarti di finale della coppa più prestigiosa. L’appuntamento con la storia è fissato per il ritorno a Lisbona, ma l’impressione è che, ormai, per il Bodo Glimt, anche i quarti possano essere solo un punto di partenza.




