Tajani, non invieremo soldati a combattere in Ucraina
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Redazione Esteri
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Fiuggi (Fr), 25 nov. - Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che l'Italia non invierà soldati a combattere in Ucraina, pur continuando a sostenere Kiev politicamente, finanziariamente e militarmente con l'invio di aiuti. Tajani ha sottolineato la necessità di evitare un'escalation del conflitto, criticando la Russia per aver coinvolto soldati nordcoreani e arruolato combattenti Houthi e proxi iraniani.
Durante un intervento a Fiuggi, Tajani ha ribadito che l'Italia si impegna a lavorare per una de-escalation e una pace giusta, dissociandosi dalle posizioni di Francia e Gran Bretagna, che hanno considerato l'ipotesi di inviare truppe in Ucraina. La situazione sul campo vede le forze ucraine in difficoltà di fronte alla superiorità numerica e tecnologica delle truppe russe, che continuano ad avanzare nel Donetsk e preparano la riconquista totale del Kursk.
Nel frattempo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia non si fa illusioni sulla futura presidenza di Donald Trump, attendendo di vedere quali saranno le prime mosse del nuovo inquilino della Casa Bianca. Peskov ha dichiarato che resta da vedere se Trump porterà avanti la politica di escalation o se la modificherà.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento di crescente tensione internazionale, con l'Italia che cerca di mantenere una posizione equilibrata, sostenendo Kiev senza però coinvolgersi direttamente nel conflitto armato.




