Referendum 2025, flop dell'affluenza: sì sopra l'87% ma votanti sotto il 30%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante i tentativi di trasformare i cinque referendum — quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza — in una prova di forza politica, l’affluenza ha disatteso ogni aspettativa. Con appena il 30,6% degli elettori italiani recatisi alle urne (29,9% considerando anche i voti dall’estero), la consultazione si è arenata venti punti sotto il quorum richiesto, rendendo i risultati privi di efficacia. Un esito che, al di là delle dichiarazioni trionfalistiche del centrodestra, fotografa un disinteresse diffuso, sebbene i abbiano superato l’87% ovunque, tranne che nel quesito sulla cittadinanza, dove la percentuale è risultata più contenuta.

«Il governo ne esce ulteriormente rafforzato, la sinistra ulteriormente indebolita», ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovan Battista Fazzolari, interpretando l’astensionismo come un sostegno implicito all’esecutivo Meloni. Eppure, i dati territoriali raccontano una realtà più sfumata. Se in Toscana e Emilia-Romagna si è sfiorato il 39%, altrove — soprattutto nei piccoli centri e nelle periferie — la partecipazione è crollata, con punte minime nelle regioni del Sud. «L’affluenza del 31,21% in Basilicata esprime un forte disagio», ha ammesso il segretario regionale Mega, evidenziando come persino tra gli elettori tradizionalmente più attivi, come le donne — che per la prima volta hanno votato in numero leggermente superiore agli uomini — la mobilitazione sia risultata tiepida.

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