Gli italiani e l’auto usata: crescono i finanziamenti e si allungano le durate

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato automobilistico italiano, stando ai dati raccolti dall’Osservatorio Credit & Mobility di Experian-UNRAE, ha chiuso il 2025 con una fotografia nitida, seppur complessa, delle abitudini degli italiani al volante. Se le immatricolazioni di vetture nuove hanno subito una flessione, attestandosi a 1.538.378 unità con un calo del 2,5%, è il comparto dell’usato a mostrare una vivacità inaspettata, trainata da una domanda in cerca di soluzioni economicamente sostenibili. Le richieste di finanziamento per l’acquisto di auto di seconda mano sono aumentate del 4,5%, un segnale inequivocabile di come la proprietà dell’auto, per molte famiglie, passi oggi attraverso formule di pagamento dilazionate nel tempo e non più attraverso l’esborso immediato di capitale. Una dinamica, questa, che gli operatori del settore leggono come il sintomo di una maturità forzata, dove il potere d’acquisto si scontra con listini in rialzo e l’incertezza economica generale.

La forbice dei prezzi e il ricorso al credito per il nuovo

Parallelamente a quanto accade nell’usato, anche il mercato del nuovo presenta delle peculiarità tutte da analizzare, che raccontano di un consumatore più attento ma non per questo disposto a rinunciare alla qualità. Le richieste di finanziamento per le auto appena sfornate si sono contratte del 5,6%, un dato che conferma la minor propensione all’acquisto di vetture col prezzo integrale. Tuttavia, e qui sta la particolarità del momento, chi ha scelto comunque il nuovo lo ha fatto orientandosi verso vetture dal valore più elevato: la fascia di prezzo oltre i 25.000 euro ha guadagnato 3,9 punti percentuali. Un paradosso solo apparente, che trova spiegazione nella volontà di assicurarsi un mezzo duraturo e performante, magari ibrido, diluendo l’investimento in un arco temporale più lungo. La maggior parte delle operazioni, circa il 39,9%, si concentra ancora nella forbice tra i 15 e i 25mila euro, ma lo spostamento verso l’alto è un trend che i concessionari registrano con sempre maggiore frequenza.

Le durate dei finanziamenti si allungano per sostenere la rata

A rendere possibile l’acquisto di auto usate – e, in parte, anche di quelle nuove – è la flessibilità crescente degli strumenti di credito al consumo. L’analisi condotta dall’Osservatorio evidenzia come gli italiani stiano modificando non solo l’oggetto della spesa, ma anche le modalità con cui la sostengono. Per l’usato, in particolare, si registra un allungamento delle durate dei finanziamenti, con una fetta sempre più consistente di richiedenti che opta per piani di rimborso superiori ai cinque anni. Una scelta, questa, che permette di abbassare l’importo della singola rata, rendendo accessibili vetture altrimenti fuori portata. Le concessionarie, dal canto loro, spingono su queste soluzioni, incanalando la domanda verso un parco circolante di seconda mano che, seppur più datato, garantisce comunque standard di sicurezza e comfort adeguati alle esigenze quotidiane.

Le ibride guidano la transizione, con il Sud che si affida al credito

Nel quadro composito della mobilità che emerge dall’indagine, un ruolo di primo piano lo giocano le alimentazioni alternative. Le vetture ibride, ormai stabilmente al 44,3% del mercato del nuovo, rappresentano la scelta prevalente di chi vuole coniugare una maggiore attenzione ai consumi con l’assenza delle criticità legate alla ricarica, tipiche invece del full electric. Nell’usato, la crescita di questa tipologia di veicoli è trainata proprio dal canale dei finanziamenti, che ne agevola la diffusione anche in aree geografiche dove il reddito medio è più basso. Non a caso, l’Osservatorio segnala come le richieste di prestiti per auto usate siano particolarmente elevate in regioni come la Sicilia, la Campania e la Puglia, dove rappresentano una quota significativa del totale nazionale. Una geografia del credito che disegna un’Italia spaccata in due: il Centro-Nord assorbe la maggior parte delle immatricolazioni di nuove, mentre il Sud si affida al mercato dell’usato e ai finanziamenti per garantire la mobilità essenziale delle famiglie.

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