Terracina, il racconto dell’aiuto cuoco: “Mara era un’amica, sono scappato dal retro”
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Redazione Interno
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Mentre i soccorritori scavavano tra le macerie del ristorante “Essenza” a Terracina, cercando di raggiungere Mara Severin, la sommelier 31enne rimasta sepolta sotto il crollo del controsoffitto, in cucina l’aiuto cuoco fuggiva dall’uscita posteriore. «Ero al lavoro quando ho sentito il boato», racconta, ancora scosso, il collega della vittima, che preferisce non rivelare il proprio nome. «Ho tanti ricordi di lei, era una mia amica».
La dinamica dell’incidente, avvenuto ieri sera nel locale stellato Michelin, è ancora al centro delle indagini. Quel che è certo è che il peso della struttura, ceduta improvvisamente, non ha lasciato scampo alla giovane, originaria di Sabaudia, che si trovava nella parte più interna della sala. Trasportata in ospedale ancora viva, è morta poco dopo per le ferite riportate. Tra i feriti, tre clienti in gravi condizioni, mentre il resto della brigata – compreso lo chef patron Simone Nardoni – è uscito illeso.
Severin, classe 1993, era una figura centrale nel ristorante, non solo per il suo ruolo di sommelier, con oltre 850 etichette da abbinare ai piatti, ma anche come responsabile del servizio in sala. Il suo profilo Instagram, dove documentava i viaggi tra Chianti, Borgogna e Champagne, raccontava la passione per un lavoro che l’aveva portata a crescere insieme al locale, fin dai tempi in cui “Essenza” aveva sede a Pontinia. Aperto nel 2011 da Nardoni, chef con esperienze internazionali, il ristorante era diventato un punto di riferimento gastronomico, prima di trasferirsi a Terracina.




