Terracina, il racconto dell’aiuto cuoco dopo il crollo nel ristorante: "Mara era un’amica, sono scappato dal retro"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’odore del legno spezzato e della polvere si mescola ancora all’aria di via Tripoli, dove il ristorante stellato “Essenza” è diventato, in pochi attimi, lo scenario di una tragedia. Mara Severin, 31 anni, sommelier del locale, non ce l’ha fatta: schiacciata dal crollo del pesante controsoffitto lunedì sera, poco dopo le 22, è stata estratta ancora viva dalle macerie ma è morta poco dopo in ospedale. Tra i primi a parlare è un collega che lavorava in cucina quella sera, scampato alla sciagura. «Ero al lavoro quando ho sentito il boato – racconta –. Sono corso verso l’uscita sul retro, non riuscivo a credere a quello che stava succedendo».

Le indagini, ancora in corso, escludono per ora che il maltempo o il forte vento – che da ore sferzava la costa laziale – abbiano avuto un ruolo nel crollo. Quel che è certo è che il solaio, ceduto all’improvviso, non ha lasciato scampo alla giovane, descritta da chi la conosceva come una persona «a modo, perbene». Il sindaco Francesco Giannetti, visibilmente scosso, ricostruisce i momenti prima della tragedia: «Mi hanno detto che è stata lei ad accorgersi per prima del pericolo, facendo uscire i clienti. È stata trovata a un metro dalla porta, non ha fatto in tempo».

I soccorritori, arrivati pochi minuti dopo la chiamata al 112, hanno tentato di rianimarla senza successo. Intanto, i tecnici del Comune e i periti nominati dalla procura stanno esaminando la struttura, mentre i vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area, ancora transennata. Quel che resta del ristorante, un tempo luogo di convivialità, è ora un ammasso di travi e calcinacci.

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