Fila a Roma per la moneta da 2 euro di Pinocchio, omaggio a Collodi nel bicentenario

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è chi ha preso posto fin dalle prime ore della mattina in Piazza Verdi, a Roma, e chi si è messo in coda sperando di riuscire a portarsi a casa un pezzo di storia della numismatica italiana: la fila, lunga e ordinata, si è formata per acquistare la nuova moneta da 2 euro dedicata a Carlo Collodi, nel duecentesimo anniversario della nascita dello scrittore fiorentino padre del burattino più famoso del mondo. L’emissione, curata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalle Officine della Zecca dello Stato, rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’anno dai collezionisti, non soltanto per il soggetto, che evoca l’infanzia di generazioni intere, ma anche per una novità tecnica che ha pochi precedenti: l’applicazione della finitura Reverse Proof, una lavorazione che fino a oggi veniva riservata esclusivamente alle monete in metallo prezioso come oro e argento, e che per la prima volta nella storia repubblicana italiana fa la sua comparsa su un taglio da 2 euro.

La moneta, modellata dall’incisore Marta Bonifacio, presenta sul dritto una scena densa di significati e rimandi letterari: al centro campeggia Pinocchio nell’atto di danzare, mentre sulla destra, in un gioco di ombre che aggiunge profondità alla composizione, il burattino osserva attonito il Grillo Parlante, collocato sulla punta del suo naso, che si allunga vistosamente. Un riferimento, quest’ultimo, alla celeberrima bugia che ha reso immortale la storia pubblicata nel 1881. Nel campo superiore, la scritta Carlo Collodi, accompagnata dalle date 1826 e 2026, fissa il perimetro della ricorrenza, mentre in basso compare il nome del personaggio, Pinocchio, insieme al monogramma dell’autrice, a suggellare un’opera che intreccia abilmente la tradizione fiabesca con l’arte incisoria contemporanea.

Oltre alla finitura Reverse Proof, che inverte i consueti rapporti tra fondo e rilievo – satinato lo sfondo, specchiati i dettagli – la Zecca ha messo a disposizione dei collezionisti le versioni Fior di Conio e Proof, differenziate sia nella tiratura sia nel prezzo: diecimila esemplari per le prime due, cinquemila per la più rara Reverse Proof, con costi che variano dai 17 euro della coincard fino ai 32 delle versioni con fondo specchio. Parallelamente alla moneta dedicata a Pinocchio, e a testimoniare la vivacità della produzione numismatica di quest’anno, è stata presentata anche la Divisionale 9 pezzi, che include una moneta da 5 euro in argento dedicata alle bellezze architettoniche di Lecce. Progettata da Monica Ciucci, quest’ultima celebra il barocco leccese attraverso un dettaglio della facciata della Basilica di Santa Croce e, sul rovescio, l’anfiteatro romano e la colonna di Sant’Oronzo, in un dialogo tra epoche e stili che arricchisce ulteriormente l’offerta.

Il significato della scelta di Pinocchio e l’inedita finitura tecnica

Scegliere Pinocchio per celebrare il bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, significa rendere omaggio a un’icona che ha varcato i confini nazionali diventando patrimonio dell’umanità: il burattino di legno, con le sue avventure e i suoi insegnamenti morali, rappresenta una delle figure più tradotte e amate della letteratura mondiale, e la sua effigie su una moneta destinata a circolare (seppur in tiratura limitata) acquisisce un valore quasi simbolico, come a voler sottolineare la persistenza della cultura italiana nel panorama europeo. La decisione di applicare per la prima volta la tecnica Reverse Proof a un taglio bimetallico comune, quale è il 2 euro, segna inoltre una svolta nella politica numismatica dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che punta a sperimentare lavorazioni sofisticate per attrarre un pubblico di appassionati sempre più esigente e internazionale.

Non è un caso, del resto, che l’operazione abbia suscitato un interesse tale da materializzarsi in una coda fisica dinanzi allo Spazio Verdi, il punto vendita romano della Zecca: i collezionisti, ma anche semplici curiosi o estimatori del personaggio, hanno affollato la piazza nella speranza di accaparrarsi uno dei pezzi, consapevoli che la tiratura complessiva, seppur non irrisoria, difficilmente riuscirà a soddisfare una domanda che proviene da tutta la penisola e dall’estero. L’emissione si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso la moneta, un programma che nel corso degli anni ha visto alternarsi soggetti come Dante Alighieri, Maria Montessori e il della Sanità Militare, e che ora aggiunge un nuovo tassello con il binomio Collodi-Pinocchio.

I dettagli del conio e le altre emissioni della collezione 2026

Osservando da vicino il conio, realizzato con la consueta maestria dalle Officine della Zecca, si apprezzano i dettagli che rendono unica questa emissione: accanto alla figura danzante di Pinocchio, spiccano la R identificativa della Zecca di Roma e il monogramma RI, acronimo della Repubblica Italiana, mentre le dodici stelle dell’Unione Europea incorniciano l’intera scena, a ribadire l’appartenenza della moneta al circuito comune. La finitura Reverse Proof, in particolare, richiede un processo di coniazione più complesso, che prevede una doppia lavorazione delle superfici per ottenere quel contrasto netto tra lo sfondo opaco e i rilievi lucidi, un effetto che in passato era riservato a emissioni celebrative di alto profilo, spesso destinate esclusivamente al collezionismo più esigente.

Accanto ai 2 euro per Collodi, la Collezione Numismatica 2026 propone altri spunti di interesse, come la già citata moneta per Lecce e una serie di pezzi dedicati a eventi e ricorrenze di rilievo nazionale, a dimostrazione di una programmazione che intreccia la memoria storica con la promozione delle eccellenze territoriali. La fila in Piazza Verdi, dunque, non è soltanto la testimonianza di un affetto popolare che attraversa i decenni, ma anche il segno tangibile di come la numismatica, lungi dall’essere un hobby di nicchia, riesca a catalizzare l’attenzione di un pubblico vasto ed eterogeneo, unito dalla passione per la bellezza e per la storia racchiusa in pochi grammi di metallo.

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