La Stampa in vendita al gruppo Sae, firmato il preliminare: giornalisti in assemblea, domani il sito resta fermo fino alle 7

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il passaggio di proprietà del quotidiano La Stampa, una testata che affonda le sue radici nella storia d’Italia e che per un secolo è stata legata alla famiglia Agnelli, è stato ufficialmente avviato. Il gruppo Gedi, controllato da Exor facente capo a John Elkann, e il gruppo Sae (Sapere Aude Editori) dell’editore abruzzese Alberto Leonardis hanno infatti sottoscritto il contratto preliminare di cessione, un atto che sblocca di fatto l’intera e complessa operazione di riassetto dell’editoria italiana che vede coinvolti anche i greci di Antenna group per la Repubblica. Un’operazione, questa, che ha immediatamente innescato la reazione dei lavoratori: i giornalisti della testata torinese si sono riuniti in assemblea permanente e, come prima e concreta forma di protesta, hanno annunciato che domani, giovedì 5 marzo, il sito web non verrà aggiornato fino alle sette del mattino, mentre il giornale non sarà neppure in edicola. Una decisione, quella di fermare il prodotto informativo, che arriva al culmine di una giornata tesissima in redazione, dove il comitato di redazione ha prima incontrato i colleghi per un’informativa e poi ha avviato un serrato confronto con i vertici aziendali per ottenere delucidazioni sul futuro.

La firma dell’accordo preliminare tra Gedi e Sae rappresenta il tassello mancante per completare il mosaico della maxi-operazione che porterà alla separazione dei due principali quotidiani del gruppo. Se da un lato, infatti, la Repubblica è destinata a finire nelle mani del gruppo ellenico Antenna, di proprietà della famiglia Kyriakou, dall’altro La Stampa era rimasta fino a ieri in una sorta di limbo, non rientrando negli interessi dei greci. Da qui la necessità di trovare un compratore terzo, individuato appunto nella realtà guidata da Leonardis, che già dal 2020 aveva rilevato da Gedi una serie di testate locali come Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Provincia Pavese e le varie Gazzette dell’Emilia. La cessione, come si legge in una nota congiunta diffusa nella tarda serata di ieri, non riguarda esclusivamente la testata storica, ma include un perimetro ben più ampio: vi rientrano le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale dedicata alla raccolta pubblicitaria locale e tutte le strutture di staff e supporto alla redazione. Un passaggio, questo, che testimonia la volontà di cedere un ramo d'azienda completo e funzionante.

L’ingresso di nuovi soci e le garanzie richieste per l’indipendenza

L’acquisizione, secondo quanto comunicato ufficialmente, non avverrà in modo diretto ma attraverso la costituzione di un veicolo societario di nuova creazione, che sarà sì controllato dal gruppo Sae, ma che vedrà anche l’ingresso di ulteriori investitori espressamente legati al territorio del Nord Ovest. Una clausola, quest’ultima, che appare studiata per tentare di preservare il radicamento locale del quotidiano e per fornire maggiori garanzie sulla continuità del suo posizionamento storico. Nel comunicato si sottolinea infatti come l’obiettivo del progetto editoriale, forte dell’esperienza maturata da Sae nel settore dell’informazione a livello nazionale, sia quello di garantire un futuro sostenibile e di lungo termine, preservando al contempo l’indipendenza editoriale della testata e il suo profondo legame con il territorio piemontese e non solo. Tuttavia, le prime reazioni del mondo sindacale non sono tardate ad arrivare, e sono improntate a una cautela che rasenta la preoccupazione.

La segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha già messo in guardia sui limiti mostrati in passato dalla gestione Sae, citando il caso del Tirreno a Livorno, dove si ventilano ipotesi di ricorso alla cassa integrazione. L'operazione di vendita, il cui perfezionamento formale è previsto entro il primo semestre del 2026, dovrà ora superare il vaglio delle procedure sindacali e burocratiche. E proprio in questo contesto si inserisce la mobilitazione dei giornalisti, che con l’assemblea permanente e il blocco dell’edizione cartacea e digitale di domani intendono mantenere alta l’attenzione non solo sul proprio futuro professionale, ma anche e soprattutto sul destino di un giornale che ha rappresentato un punto di riferimento per l’informazione nazionale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.