Abusi e stalking nel paralimpico, arrestato l’arciere Bonacina. Indagato il dt Fuchsova

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’arciere della nazionale paralimpica Matteo Bonacina, 41 anni, è finito agli arresti domiciliari con le accuse di stalking e violenza sessuale, un’indagine complessa che la Procura di Roma ha costruito partendo dalle denunce di sei presunte vittime – cinque atlete e un’allenatrice – molestate in un arco temporale ben preciso, quello che va dal 2019 al 2024. Gli inquirenti, affiancati dalla polizia postale, hanno ricostruito una condotta sistematica: palpeggiamenti, complimenti a sfondo sessuale espliciti (rivolti anche a ragazze minorenni) e l’invio di foto dei propri genitali, immagini decisamente non richieste che l’atleta ha più volte fatto recapitare alle donne. Un episodio, tra i tanti emersi, ha un peso specifico particolarmente grave: durante le Paralimpiadi di Parigi del 2024, Bonacina avrebbe tentato di violentare un’altra azzurra nella stanza d’albergo dove alloggiava, un tentativo poi respinto dalla vittima.

«Se lui fa i punti, tolleriamo»: la frase che inchioda l’ambiente

Alle atlete molestate, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo diceva frasi come «se lui fa i punti, tolleriamo», una formula che rivelerebbe non solo la sua prevaricazione, ma una certa normalizzazione dell’abuso all’interno di quel contesto sportivo. Bonacina, campione di primo piano della nazionale di para-archery, avrebbe anche preteso da un’atleta un perizoma rosso – un portafortuna personale – in vista della rassegna parigina. Nessuna di queste richieste, né i contatti invadenti e a contenuto sessuale, sarebbero stati isolati: gli investigatori parlano di un metodo reiterato, costruito sulla disparità di potere tra un atleta affermato e le sue compagne di squadra, molte delle quali in condizione di vulnerabilità.

Si allarga l’inchiesta: indagato il direttore tecnico Fuchsova

La Procura di Roma non si è fermata al solo Bonacina. Il registro degli indagati si è infatti allargato a Guglielmo Donato Fuchsova, direttore tecnico della nazionale di para-archery, accusato di stalking aggravato ai danni di persone con disabilità. Secondo quanto emerso, Fuchsova avrebbe avuto un ruolo attivo – le carte d’indagine lo descrivono come consapevole e, in qualche misura, connivente – nel non interrompere le condotte abusive, contribuendo a creare un clima in cui le atlete si sentivano costrette a tollerare ciò che subivano. Non si parla di complicità formale, ma di una responsabilità omissiva che gli inquirenti hanno ritenuto grave al punto da iscrivere anche il suo nome nel fascicolo.

Domiciliari e sviluppi giudiziari: il peso delle denunce

L’arresto di Bonacina – scattato ieri – è stato eseguito sulla base di un quadro probatorio ritenuto solido: le testimonianze delle presunte vittime, alcune delle quali hanno ricostruito i fatti con dovizia di particolari, e i messaggi inviati dall’atleta, tra cui le fotografie a sfondo sessuale già citate. L’accusa di stalking aggravato, che si aggiunge a quella di violenza sessuale, trova fondamento nella reiterazione delle condotte: non episodi sporadici, ma una pressione costante protrattasi per cinque anni. Il tentato stupro durante i Giochi di Parigi rappresenta il culmine di una escalation che le denunce hanno finalmente interrotto, permettendo alla magistratura di intervenire. Fuchsova, da parte sua, dovrà rispondere di non aver impedito – avendone la possibilità e il dovere – che tutto questo accadesse.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.