Induno Olona, rissa mortale per un debito: fermato il presunto assassino di Enzo Ambrosino
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Redazione Interno
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Un debito di poche centinaia di euro – una cifra che, da sola, non dovrebbe valere una vita – si è trasformato nella miccia di una violenza inaudita. Enzo Ambrosino, un trentenne che lavorava come panettiere a Como, è morto dissanguato sotto casa sua, al civico 86 di via Gian Pietro Porro a Induno Olona, al culmine di una rissa che ha visto contrapposti due nuclei familiari. È successo nella notte tra venerdì e sabato, e ora i carabinieri hanno messo un nome e un volto al presunto assassino: si tratta di Gesuino Corona, un cinquantenne sardo residente a Varese, fermato nella tarda serata di sabato dagli investigatori del Nucleo Investigativo provinciale e della Compagnia di Varese, coordinati dalla Procura della Repubblica.
La genesi della tragedia e lo scontro in strada
Non si è trattato di un imprevisto, ma di una resa dei conti annunciata. Nei giorni precedenti l’agguato, le tensioni erano già palpabili, alimentate da screzi e discussioni accese tra i giovani delle due famiglie coinvolte. La scintilla finale è scoccata quando le parti si sono ritrovate faccia a faccia in strada, con l’intento, forse, di chiarire la disputa economica. Invece, le parole hanno lasciato presto spazio ai fatti. Ambrosino, che rientrava in sella al suo scooter, è stato raggiunto e tamponato da un’auto; a quel punto è scoppiato un putiferio. Lo scontro, che ha coinvolto cinque persone, è degenerato in una colluttazione feroce, dove sono spuntati coltelli e una mazza ferrata. Il trentenne, colpito al fianco da un fendente, è morto sul colpo prima che i soccorsi potessero fare qualcosa per lui.
Le indagini lampo e il fermo del 50enne
I militari dell’Arma hanno lavorato senza sosta per ricostruire i tasselli di questo mosaico di sangue. Fondamentali sono state le testimonianze raccolte nell’immediatezza e il ritrovamento, sul luogo del delitto, di due coltelli e della mazza ferrata – alcuni ancora macchiati di rosso – che sono stati subito sequestrati. Il presunto omicida, Corona, non è rimasto illeso nello scontro: anche lui ha riportato una ferita da taglio. Questo non ha impedito agli inquirenti di accumulare “concreti e concordanti elementi di colpevolezza” a suo carico, portando all’emissione del fermo per omicidio.
Le responsabilità e i deferimenti
Oltre al fermo del cinquantenne, le indagini hanno permesso di identificare tutti gli altri soggetti che hanno preso parte alla rissa. Sono stati denunciati a piede libero, a vario titolo, per rissa e per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. La vittima, Enzo Ambrosino, lascia un vuoto profondo: separato, era padre di due bambini piccoli, di 4 e 9 anni. Il dramma di Induno Olona restituisce l’immagine di un conflitto nato per motivi economici che, degenerato in un’escalation di violenza collettiva, ha trovato il suo epilogo più tragico sotto le finestre di casa.




