Induno Olona, omicidio Ambrosino: fermato un 50enne per un debito di poche centinaia di euro
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Redazione Interno
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Nella tarda serata di sabato 11 aprile, i carabinieri hanno eseguito un fermo che, almeno nelle intenzioni dell’accusa, chiude il cerchio attorno all’omicidio di Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso a coltellate poche ore prima, al culmine di una rissa scoppiata in via Porro, la strada centrale di Induno Olona, alle porte di Varese. Il sospettato – un cittadino italiano di 50 anni, residente nel capoluogo – è ritenuto responsabile dei fendenti mortali che hanno raggiunto il busto della vittima, un giovane che non ha avuto scampo ed è rimasto esanime sull’asfalto. La dinamica, ricostruita dagli investigatori attraverso testimonianze e rilievi, parla di uno scontro violento e improvviso tra due nuclei familiari, una rissa degenerata senza che nessuno dei presenti, forse, potesse immaginare l’epilogo tragico.
Una lite nata da una disputa economica
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla procura, il movente del delitto sarebbe da ricercare in una disputa economica di modesta entità: un debito di poche centinaia di euro. Una cifra, a ben vedere, quasi irrisoria se rapportata alla ferocia dell’aggressione, eppure capace di innescare una spirale di violenza che si è conclusa con un omicidio. Il cinquantenne, fermato nella serata di sabato, avrebbe sferrato le pugnalate letali proprio al culmine di quella lite, scaturita da un dissidio tra i due gruppi familiari che si sono affrontati in pubblica via. Non è chiaro se l’uomo e la vittima si conoscessero in precedenza al di fuori di quel contesto, né se il debito fosse personale o legato a terze persone; gli inquirenti stanno vagliando i rapporti tra i due nuclei, cercando di delineare i contorni di una vicenda che, per la sua gratuità, ha sconvolto la piccola comunità locale.
L’arresto e le indagini lampo
La svolta nelle indagini è arrivata con sorprendente rapidità: meno di ventiquattr’ore dopo l’omicidio, i militari dell’Arma hanno individuato e bloccato il presunto autore, un cinquantenne già noto alle forze dell’ordine? Al momento non sono stati diffusi precedenti specifici, ma gli investigatori hanno lavorato senza sosta sui filmati delle telecamere di sorveglianza – laddove presenti – e sulle dichiarazioni dei testimoni oculari. L’uomo, portato in caserma, è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario, in attesa della convalida da parte del gip. L’arma del delitto, un coltello non ancora ritrovato stando alle prime informazioni, sarebbe stata verosimilmente portata con sé dall’aggressore o gettata durante la fuga; i rilievi scientifici sulla scena del crimine, comunque, hanno già restituito elementi utili a corroborare l’ipotesi accusatoria.
Il contesto della rissa tra due gruppi familiari
La notte tra venerdì e sabato, in via Porro, non è stata una semplice lite da strada. Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero fronteggiati alcuni membri di due diverse famiglie, forse residenti nella stessa zona o comunque legate da frequentazioni pregresse. Enzo Ambrosino, trentenne del posto, è finito nel mirino degli scontri quasi per caso – o forse no – ed è stato raggiunto da più fendenti al torace. Nessuno dei presenti, a quanto pare, ha cercato di soccorrerlo immediatamente? I soccorsi sono comunque arrivati dopo la chiamata al 112, ma per il giovane non c’era più nulla da fare. Il cinquantenne fermato, invece, si sarebbe allontanato subito dopo l’accoltellamento, salvo poi essere rintracciato e bloccato nella serata di sabato a Varese. La procura, nelle prossime ore, dovrà decidere se chiedere la convalida del fermo e l’eventuale custodia cautelare in carcere, mentre gli interrogatori proseguono per chiarire l’esatta dinamica dei ruoli all’interno della rissa.




