Valanga a Solda travolge sciatori fuoripista: due vittime

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una slavina, staccatasi nel primo pomeriggio di giovedì 5 febbraio sul versante di Punta Beltovo sopra Solda, in Alto Adige, ha travolto un gruppo di sciatori impegnati in un'uscita fuoripista, causando la morte di due persone. L'incidente, avvenuto intorno alle 13.30 nella zona del rifugio Madriccio, un'area accessibile agevolmente mediante gli impianti di risalita e nota tra gli appassionati del freeride, ha avuto un esito fatale nonostante la relativa vicinanza alle piste battute. I soccorsi, già allertati per un altro distacco nevoso verificatosi a poca distanza, hanno potuto constatare la drammaticità della situazione solo giunti sul posto, dove un sopravvissuto – lievemente ferito – stava tentando di scavare nella neve per recuperare i compagni.

La dinamica dell'incidente e i soccorsi

Secondo quanto ricostruito, la valanga ha investito il gruppo mentre si trovava su un pendio particolarmente frequentato da chi pratica sci al di fuori dei tracciati preparati, mentre gli scialpinisti, come spesso accade, preferiscono normalmente versanti differenti e meno esposti. La chiamata d'emergenza, inizialmente legata a un secondo evento distinto, ha permesso ai soccorritori di individuare quasi per caso il sopravvissuto e di avviare immediatamente le operazioni di ricerca, purtroppo concluse con il ritrovamento dei due corpi senza vita. Le vittime, stando alle prime informazioni diramate, sarebbero due turisti originari della Finlandia, deceduti sul colpo per il trauma subito.

Il contesto e la frequentazione della zona

Punta Beltovo, teatro della tragedia, rappresenta una meta ambita per quanti cercano emozioni forti e neve fresca lontano dal controllo dei battipista, un richiamo che, se da un lato offre libertà di movimento, dall'altro nasconde rischi oggettivi e imprevedibili. La slavina, il cui distacco è stato favorito dalle condizioni del manto nevoso, ha colto di sorpresa gli sciatori, i quali non hanno avuto scampo di fronte alla massa di neve che si è riversata lungo il pendio. La rapidità dell'intervento, sebbene non sia stata sufficiente a evitare il peggio, ha permesso di trarre in salvo il terzo componente del gruppo, la cui testimonianza diretta è risultata fondamentale per ricostruire con precisione l'accaduto.

Le operazioni di soccorso e la chiusura delle ricerche

Le squadre di soccorso, coordinate dai nuclei del Soccorso Alpino e supportate dalle forze locali, hanno condotto le operazioni con tempestività, concludendo le ricerche nella stessa giornata dopo aver accertato che non vi fossero altre persone coinvolte. Il ferito, le cui condizioni non destano preoccupazione, è stato trasportato in ospedale per le necessarie cure, mentre i corpi delle vittime sono stati recuperati e messi a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito. L'episodio, che si inserisce nel novero delle tragedie della montagna invernale, riaccende inevitabilmente il dibattito sulla consapevolezza dei pericoli legati alla pratica del fuoripista, sebbene le indagini – attualmente in corso – debbano ancora chiarire ogni aspetto dinamico e causale.

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