E. Jean Carroll, la donna che ha battuto Trump in tribunale: «I suoi 88 milioni per aiutare le donne»
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Redazione Esteri
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La sua è una grande storia americana, di quelle che iniziano tra le colline e i boschi dell'Indiana rurale e finiscono per lasciare un segno indelebile nella cronaca giudiziaria degli Stati Uniti. Elizabeth Jean Carroll, figlia di un venditore di mobili e di un'attivista repubblicana, ha costruito una carriera da protagonista nei media newyorkesi tra gli anni Ottanta e Novanta, per poi vedere la sua vita intrecciarsi in modo indissolubile con quella dell'allora e poi nuovamente presidente Donald Trump.
Ora, a 82 anni, la storica corsivista di Elle può contare su una vittoria legale che ha assunto contorni epici: la Corte Suprema ha infatti confermato la sentenza d'appello dello scorso settembre che condanna il tycoon a risarcirla con 5 milioni di dollari per abusi sessuali risalenti a trent'anni fa, una somma che, come ha dichiarato la stessa Carroll, sarà destinata a sostenere donne in difficoltà.
La sentenza e il peso della Corte Suprema
Il verdetto della Corte Suprema rappresenta il punto di arrivo di un iter giudiziario che ha tenuto banco per anni e che, nonostante la composizione fortemente conservatrice dell'organo – tre dei nove giudici sono stati nominati proprio da Trump –, non ha riconosciuto le ragioni dell'ex presidente. La decisione, che ribadisce quanto già stabilito in appello, chiude di fatto una lunga battaglia legale iniziata con la causa civile intentata da Carroll, nella quale sosteneva di essere stata violentata dal tycoon in un grande magazzino di New York nei primi anni Novanta.
La conferma arriva in un momento particolarmente delicato per l'amministrazione Trump, che in queste stesse settimane ha visto la Corte Suprema muoversi su più fronti, concedendo al presidente alcuni poteri estesi ma anche tracciando linee rosse precise, come nel caso dell'indipendenza della Federal Reserve, o frenando l'esecutivo su altri aspetti legati ai diritti civili e alla spesa elettorale.
La reazione di Carroll e il significato di una vittoria
Elizabeth Jean Carroll, che in gioventù era stata Miss Indiana University e Miss Cheerleader USA, non ha nascosto la sua soddisfazione al termine di questa vicenda giudiziaria, definendosi ironicamente «una vecchia che ha vinto contro Trump», e rivendicando il valore simbolico della sentenza per tutte le donne. La sua affermazione, che arriva dopo essere stata pensionata a forza nel 2020 dal periodico francese Elle all'età di 77 anni, rappresenta un'eccezione nel panorama delle cause intentate contro il presidente, spesso concluse con esiti meno definitivi.
La destinazione d'uso dei 5 milioni di dollari, come anticipato dalla stessa Carroll, è già stata chiara: il denaro verrà impiegato per aiutare donne che si trovano in situazioni di difficoltà, trasformando un risarcimento personale in un atto di solidarietà collettiva.
Il contesto giudiziario e politico
La decisione sulla causa Carroll si inserisce in un quadro più ampio di bilanciamento istituzionale, dove la Corte Suprema si è trovata a gestire un delicato equilibrio tra i poteri del presidente e i diritti individuali. Nelle stesse ore, i giudici hanno infatti emesso verdetti su questioni economiche e sociali di primo piano, come la rimozione dei limiti alla spesa elettorale e la riduzione dei diritti delle persone transgender, suscitando reazioni contrastanti e alimentando il dibattito politico.
La reazione di Trump, che di volta in volta ha esultato o manifestato preoccupazione a seconda delle decisioni, ha evidenziato come anche una Corte a maggioranza conservatrice possa rappresentare un freno per l'esecutivo, pur concedendogli al contempo margini di azione significativi in ambito amministrativo. La vicenda di Carroll, con il suo epilogo inaspettato, rimane dunque un caso emblematico della complessità del sistema giudiziario americano e del suo rapporto con il potere politico.




