Dal caso Carroll alla Fed, il lunedì nero di Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La giornata di ieri non è stata particolarmente felice per Donald Trump sul versante giudiziario. Il presidente degli Stati Uniti dovrà versare 5 milioni di euro alla scrittrice E. Jean Carroll. La donna nel 2019 ha accusato il tycoon di violenza sessuale. Il fatto risale alla primavera del 1996. Carroll, editorialista per alcune riviste ed ex conduttrice di talk show televisivi, ha testimoniato in un processo celebrato nel 2023.

La «seconda rivoluzione» Maga

C’è un vecchio detto: il Regno unito è una repubblica travestita da monarchia, gli Usa sono una monarchia che finge di essere una repubblica. L’allusione è alla reggenza formale del sovrano sotto cui opera di fatto la democrazia parlamentare inglese e al modo in cui, di contro, la repubblica presidenziale Usa declina in modo più assolutista il potere. Con l’avvento del regime Trump la presidenza imperiale sta dando forma come non mai concreta a questa nozione.

La Corte suprema dà più poteri a Trump. Ma c'è lo stop sulla Fed: non potrà licenziare Lisa Cook (per ora)

Con una raffica di sentenze che verrà completata oggi, l’ultima prima della pausa estiva, la Corte suprema ha dato torto al tentativo repubblicano di limitare il voto postale e a quello di Trump di sottrarsi alla sentenza di condanna per suoi abusi sessuali dei quali è stata vittima Jean Carroll, ma ha esteso i poteri del presidente nei confronti delle agenzie federali indipendenti: organismi che sono parte essenziale del sistema di pesi e contrappesi sui quali è basata la democrazia Usa.

Usa, i superpoteri di Trump

È un mix di vittoria e sconfitta quello che la Corte Suprema americana ha regalato a Donald Trump nel giorno in cui ha reso note le proprie decisioni sui limiti del potere del Presidente. La sentenza relativa alla decisione di Trump di rimuovere dall’incarico Lisa Cook – membro del Consiglio della Federal Reserve nominata da Biden nel 2022 e il cui mandato scade nel 2038 – era infatti una delle più attese. I giudici, con un voto di 5 a 4, hanno stabilito che Cook può rimanere al suo posto, respingendo di fatto la richiesta del tycoon di licenziarla immediatamente.

Trump aveva sostenuto di avere prove di una frode ipotecaria commessa dalla governatrice, accuse che lei ha sempre negato e per le quali non è mai stata avviata un'azione penale. La decisione della Corte riafferma il principio dell'indipendenza della Banca Centrale americana, ritenuta un'istituzione con una tradizione storica e funzionale peculiare che la pone al riparo dall'influenza politica diretta. Non solo l'indipendenza, ma anche l'apparenza di indipendenza, si legge nella sentenza, è fondamentale per la struttura della Federal Reserve.

Inoltre, la Corte ha stabilito che Cook aveva diritto a un preavviso e a un'opportunità di replica prima di un eventuale licenziamento, tutele che il presidente non le aveva garantito.

Sul fronte opposto, l'Alta Corte ha invece ampliato in modo significativo il potere del presidente nei confronti delle altre agenzie federali indipendenti. Con una maggioranza di 6 a 3, i giudici conservatori hanno stabilito che il presidente ha il diritto di licenziare a suo piacimento i vertici di questi organismi, rovesciando un precedente del 1935, il caso Humphrey's Executor, che per quasi un secolo aveva protetto alcuni funzionari dalla rimozione politica.

La sentenza, nata dal ricorso dell'ex presidente della Federal Trade Commission (Ftc), Rebecca Slaughter, contro la sua cacciata, dà nuova forza alla teoria dell'esecutivo unitario, secondo cui chi esercita poteri esecutivi deve rispondere al presidente. Trump ha subito rivendicato una grande vittoria, definendola una decisione storica e senza precedenti, una delle più importanti mai emesse in materia di poteri presidenziali.

Oltre alla sconfitta sul caso Cook, il presidente ha incassato un altro stop sul fronte del voto postale. I giudici hanno respinto il tentativo dei repubblicani di limitare il voto per corrispondenza, stabilendo che le schede elettorali possono essere conteggiate anche se arrivano dopo l'Election Day, purché spedite entro il giorno del voto. La decisione, presa con un voto di 5 a 4, ha salvato le leggi statali che permettono questa pratica, attualmente in vigore in 13 Stati, sia democratici che repubblicani.

Trump, che si è sempre battuto contro il voto via mail, ha reagito con toni concitati, sostenendo che la decisione rende più importante che mai approvare il Save the America Act, una legge che obbligherebbe tutti gli elettori a mostrare un documento di identificazione e la prova della cittadinanza, impedendo di fatto il voto postale se non per categorie specifiche.

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