A Torre Pacheco, la violenza xenofoba scatenata da un video manipolato
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Redazione Esteri
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La cittadina di Torre Pacheco, nella regione di Murcia, è diventata l’epicentro di una spirale di violenza dopo che un video, poi rivelatosi falsato, ha alimentato l’isteria collettiva contro i migranti. Le immagini, diffuse sui social e presentate come la prova dell’aggressione a un pensionato di 68 anni, hanno innescato una reazione a catena, con ronde neofasciste che hanno preso di mira soprattutto i maghrebini, componente significativa della popolazione locale.
Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha smentito l’autenticità del filmato, ma ormai la macchina della violenza era in moto. Gruppi di estrema destra, alcuni provenienti da Murcia, Alicante e Almería, hanno organizzato spedizioni punitive nel quartiere di San Antonio, dove risiede una consistente comunità nordafricana. Gli scontri, iniziati venerdì sera, hanno raggiunto il culmine sabato, trasformando le strade in un campo di battaglia tra manifestanti xenofobi e giovani immigrati, con la polizia costretta a intervenire per separare i contendenti.
Quello di Torre Pacheco non è un caso isolato, ma l’ultimo di una serie di episodi che vedono l’estrema destra spagnola sfruttare presunti crimini per giustificare azioni intimidatorie. Il fatto che i veri responsabili del pestaggio al pensionato non fossero ancora stati identificati non ha fermato la propaganda anti-immigrati, che ha trovato terreno fertile in un contesto già segnato da tensioni sociali.




