Medicina, dopo il primo esame del semestre filtro una valanga di bocciature
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Redazione Interno
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Il primo appello degli esami del cosiddetto semestre filtro, il nuovo meccanismo introdotto dalla legge per regolare l'accesso a Medicina dopo l'abolizione formale del numero chiuso, ha prodotto risultati che, pur essendo ancora parziali, disegnano un quadro allarmante e uniforme in diverse sedi universitarie. I dati, che attendono una sistematizzazione ufficiale da parte del ministero, parlano di un tasso di promossi che si aggira, in media, soltanto attorno al 10-15 per cento degli studenti che hanno affrontato le prove, lasciando così fuori una percentuale altissima di iscritti. Un fenomeno, questo, che non è circoscritto a un singolo ateneo ma che si sta rivelando nazionale, come dimostrano le prime rilevazioni da Milano a Bologna, e fino all'Università di Trento, dove le percentuali si allineano a quelle del resto del paese.
Il nodo critico dell'esame di fisica
Tra le materie che hanno costituito lo scoglio più insormontabile per la quasi totalità dei candidati emerge, in particolare, l'esame di fisica, la cui difficoltà è stata tale da determinare, a livello nazionale, il respingimento di circa l'80 per cento degli studenti. Non vanno molto meglio, d'altronde, le performance registrate in altre discipline fondamentali del primo semestre, come biologia e chimica, che hanno a loro volta contribuito a innalzare il muro delle bocciature. Questi risultati, che qualcuno aveva in parte pronosticato, sembrano confermare le critiche mosse da più parti al sistema, giudicato da molti osservatori poco formativo e insostenibile sul piano logistico e didattico.
La reazione del mondo accademico e la strada giudiziaria
Proprio per queste ragioni, un gruppo di docenti – tra i quali Valentina Massa della Statale di Milano – ha deciso di ricorrere al Tar, contestando un meccanismo ritenuto lesivo dell’autonomia universitaria e gravido di conseguenze negative per la qualità della formazione. L'azione legale rappresenta il culmine di un malcontento che aveva già trovato voce in organismi come la Conferenza dei Rettori e il Consiglio Universitario Nazionale, i quali avevano evidenziato, in fase di dibattito sulla legge, gli errori di prospettiva e le incongruenze di una riforma considerata fin dall'inizio problematica. Anche dalle istituzioni locali giungono segnali di preoccupazione, come le dichiarazioni dell'assessore alla sanità dell'Emilia-Romagna, che ha definito "preoccupante" il dato bolognese, dove i bocciati sfiorano il 90 per cento.
Una prova dai contorni definiti e dalle conseguenze incerte
Quello che si è consumato nelle aule d'esame, pertanto, non è una semplice selezione ma un evento di portata tale da imporre, come è stato osservato, una riflessione ad ampio raggio. Il metodo del semestre filtro, con la sua altissima capacità di scrematura, mostra tutti i suoi difetti progettuali in questa prima, drammatica applicazione concreta, trasformando quello che doveva essere un percorso di accesso più fluido in una barriera forse ancor più selettiva del precedente sistema a numero chiuso. La "vigile attesa" invocata mesi fa da alcune parti del mondo medico-academico, di fronte all'imminente entrata in vigore della norma, ha ora davanti a sé un dato di realtà che difficilmente potrà essere ignorato nelle prossime valutazioni.




