Masterchef, il graphic designer Matteo sfida Massari e conquista Cagliari
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un’ora di tempo, di fronte al panorama del Bastione di Saint Remy a Cagliari, non è servita soltanto a cucinare per quindici severi commensali, fra chef e ristoratori sardi, ma a magnificare un’intera tradizione culinaria, caratterizzata da ingredienti forti come il pane carasau, il tonno e il pecorino. È in questa prova in esterna, decisiva per le sorti della gara, che i dieci aspiranti cuochi del talent culinario di Sky e Now hanno dovuto misurarsi con il compito arduo di trasporre in un menu l’identità di un’isola, superando prima un quiz su mufloni, i sette colli e Garibaldi. La sfida, che ha visto impegnate le brigate nella creazione di due menu distinti, ha selezionato ulteriormente il gruppo, preparandolo allo scoglio ancor più temuto che di lì a poco li attendeva in studio.
La prova regina con il maestro Massari
Se la trasferta sarda ha testato la loro capacità di interpretare un territorio, il ritorno nella cucina di Masterchef Italia ha messo a nudo, come di consueto accade, la loro preparazione tecnica di fronte al “maestro dei maestri”. Iginio Massari, la cui fama televisiva è legata a un atteggiamento schietto e a una competenza ineguagliabile, ha infatti preso posto al fianco dei giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, accompagnato dalla figlia Debora, assessore al Turismo della Regione Lombardia, per una masterclass di pasticceria che costituisce da sempre il banco di prova più critico e amato dal pubblico. La richiesta, quella di realizzare la sua complessa Saint Honoré alla milanese, ha immediatamente creato difficoltà evidenti, separando chi possedeva una reale padronanza degli strumenti del mestiere da chi invece arrancava.
Il successo di Matteo fra dolci e brindisi
In questa cornice di alta tensione, si è distinto il 28enne graphic designer di Boltiere, Matteo, il quale, dopo aver contribuito alla vittoria della sua brigata blu nella prova cagliaritana, ha superato con risolutezza anche l’ostacolo pasticceria. La sua versione del dolce simbolo del maestro, sebbene affrontata in condizioni di gara, ha ricevuto il plauso dello stesso Massari, concretizzatosi in un secco e meritato «bravo» che pochi, nella storia del programma, hanno ottenuto. Un riconoscimento che, insieme al successo dell’esterna, ha proiettato il concorrente in una posizione di rilievo, mentre il numero degli aspiranti chef rimasti in gara si riduceva a nove.
Il percorso verso la finale
La puntata, intensa e articolata, ha dunque segnato un punto di svolta nel cooking show, elevando il livello della competizione attraverso prove tecnicamente sempre più elevate che hanno costretto gli amatoriali a confrontarsi con le loro lacune. Le nuove coppie ai fornelli, formatesi in seguito agli esiti delle valutazioni, dovranno ora dimostrare di aver assimilato quelle lezioni, sapendo che il margine di errore si è drasticamente assottigliato. L’appuntamento con la televisione, del resto, non concede sconti, mescolando il divertimento dello spettacolo alla rigorosa disciplina dell’arte culinaria.




