Borsa di Milano in controtendenza, lo shutdown Usa non spaventa i mercati europei

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre le principali borse europee, da Francoforte a Parigi, registrano un apprezzabile rialzo allineandosi a un clima di diffuso ottimismo, Piazza Affari si muove in netta controtendenza, restando ai margini della dinamica positiva e scambiando su livelli non distanti da quelli della vigilia. Il Ftse Mib, che pure aveva mostrato segnali di vitalità in una fase centrale della seduta, chiude infatti una giornata altalenante senza riuscire a marcare un deciso scostamento in positivo, un comportamento che la distingue nettamente dall'andamento generale del Vecchio Continente.

Lo shutdown Usa e la reazione degli operatori

Gli operatori, da una parte, sembrano aver metabolizzato l'impatto immediato dello shutdown governativo che ha colpito gli Stati Uniti, un evento che ha determinato il congelamento di una fetta significativa dell'amministrazione federale dopo il mancato accordo su un bilancio da 1.700 miliardi di dollari; dall'altra, mostrano una certa cautela, la quale, sebbene non si sia tradotta in vendite massicce, ha comunque impedito alla piazza italiana di agganciare la rimonta.

L'andamento dei mercati oltreoceano

Oltreoceano, la situazione si presenta articolata: l'S&P 500 prosegue le contrattazioni in un timido calo, riflettendo l'incertezza generata dalla paralisi parziale del governo federale, un fatto che, seppur non del tutto inatteso, introduce un elemento di instabilità nei listini. Tuttavia, la tenuta degli altri indici principali, che hanno chiuso la precedente seduta con progressi seppur frazionali, suggerisce come il mercato non stia drammatizzando l'accaduto, valutandolo forse come un'evenienza temporanea.

Il contesto macroeconomico in Europa

Il contesto macroeconomico europeo, intanto, offre segnali contrastanti: l'inflazione annua nell'area euro ha infatti registrato un lieve rialzo, attestandosi al 2,2% a settembre, un dato che, seppur in linea con le previsioni, conferma le pressioni sui prezzi. A questo si accompagna un dato sull'indice PMI del settore manifatturiero che, dopo aver mostrato un timido miglioramento ad agosto, è tornato a scivolare sotto la soglia critica di 50 punti, indicando una nuova contrazione dell'attività produttiva.

L'avvio della seduta milanese

La seduta milanese aveva preso avvio in territorio negativo, con il Ftse Mib che nelle prime ore di negoziazione perdeva circa lo 0,3%, un movimento frazionale ma emblematico di uno stato d'animo attendista. Anche gli altri indici di Borsa Italiana, dal Ftse Italia All Share al Ftse Italia Mid Cap, segnavano cali di entità simile, confermando una debolezza generalizzata che andava a discapito dei toni più vivaci osservabili altrove.

La divergenza tra Milano e le altre borse

È proprio questa divergenza a colpire: nonostante un contesto internazionale non particolarmente favorevole, caratterizzato dallo stallo politico a Washington, gli investitori hanno premiato le altre piazze finanziarie europee, lasciando invece Milano in una posizione di stallo. La performance, se paragonata a quella di Londra o della stessa Francoforte, appare dunque deludente.

Valute e materie prime

Le valute e le materie prime completano il quadro: l'euro mostra oscillazioni contenute rispetto al biglietto verde, mentre l'oro, bene rifugio per eccellenza, non sembra aver beneficiato in maniera eclatante delle tensioni politiche statunitensi, segnando movimenti laterali. Ciò che emerge, in definitiva, è un mercato finanziario europeo che reagisce con relativa resilienza all'evento dello shutdown, quasi a scontarne la natura transitoria, ma nel quale la Borsa di Milano fatica a trovare slanci compratori convincenti, ritagliandosi un ruolo periferico in una giornata che avrebbe potuto riservare maggiori soddisfazioni. La piazza, insomma, pur non subendo tracolli, rimane in attesa di spinte più decise per riconquistare terreno.

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