Le borse europee aprono in rosso, Milano scivola con il settore auto
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Redazione Economia
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Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente, le quali non hanno beneficiato del rimbalzo tecnologico statunitense, si apprestano a una giornata all'insegna della cautela, segnando avvii di seduta in netto territorio negativo. I future sull'Euro Stoxx, che anticipano l'andamento della sessione, cedono oltre l'uno percentuale, riflettendo un umore degli investitori tutt'altro che favorevole nonostante i record di Palantir e l'accordo da 38 miliardi di dollari in sette anni siglato tra la divisione cloud di Amazon e OpenAI. Quest'ultimo, produttore di ChatGPT, rappresenta un pilastro del settore, le cui valutazioni, però, iniziano a essere scrutate con un certo scetticismo per quanto concerne la loro solidità futura.
Il quadro negativo delle borse europee
Milano, con i contratti sul Ftse Mib che segnavano un calo dell'1,04%, si è allineata al tono generale, dimostrandosi particolarmente sensibile alle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina sull'export di tecnologia e al contesto macroeconomico, il quale resta influenzato anche dalle prospettive sui tassi della Bce. Parigi e Francoforte, scivolando rispettivamente dell'1,2% e dell'1,25%, hanno confermato la tendenza, mentre Londra, Amsterdam e Madrid hanno registrato performance similmente deludenti. In un giorno con pochi dati macroeconomici di rilievo, l'attenzione si è concentrata inevitabilmente sul proseguimento della stagione delle trimestrali, da cui i mercati si aspettano indicazioni chiare sulla salute aziendale.
Piazza Affari e i suoi indici
Alle 09.15, il Ftse Mib perdeva l'1,18%, posizionandosi a 42.711 punti, un movimento che ha trascinato con sé anche il Ftse Italia All Share, il quale ha ceduto l'1,12%. Performance negative, seppur di minore entità, hanno caratterizzato il Ftse Italia Mid Cap, in calo dello 0,93%, e il Ftse Italia Star, che ha segnato un -0,77%. Il clima di generale incertezza, aggravato dalle prese di beneficio registrate in Asia, ha pesato sull'intero listino, senza risparmiare nessuno dei segmenti principali della Borsa di Milano.
Il contesto internazionale e i settori sotto osservazione
Dall'altra parte dell'Atlantico, gli indici azionari statunitensi avevano chiuso la prima seduta della settimana con variazioni frazionali, un dato che, in controtendenza con l'andamento europeo, è stato spinto soprattutto dal settore tech. Il Nasdaq, infatti, aveva concluso in rialzo dello 0,4%, un rimbalzo che non è però bastato a infondere ottimismo negli operatori finanziari europei. Questi ultimi, infatti, continuano a interrogarsi sulla reale tenuta del rally legato all'Intelligenza Artificiale, valutando con attenzione i bilanci societari e l'impatto del rallentamento della produzione industriale sui consumi, dei quali si teme un'ulteriore contrazione.




