Petrolio alle stelle, vacanze di Natale più care per il caro voli

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il caro petrolio sta facendo aumentare anche i costi delle vacanze, con i preventivi per i viaggi di Natale spinti verso l’alto soprattutto dal prezzo dei biglietti aerei. L’aumento del carburante per l’aviazione civile, il jet fuel, sta incidendo sulle tariffe applicate ai passeggeri e un posto su un charter arriva a costare il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’incremento dei costi energetici si riflette direttamente sulle compagnie aeree, che devono sostenere spese più elevate per il rifornimento degli aeromobili. La conseguenza è un aumento dei prezzi dei collegamenti aerei, con effetti particolarmente evidenti nei periodi di maggiore domanda come le festività natalizie. Per chi sta programmando una partenza, la voce trasporto rappresenta una delle principali componenti della spesa complessiva della vacanza.

Il rincaro non riguarda soltanto i viaggi di fine anno. Le stime sui mesi successivi indicano pressioni sui prezzi anche per le partenze di Pasqua, mentre il settore turistico osserva con attenzione l’evoluzione del mercato dei carburanti. Le tensioni sulle forniture energetiche hanno infatti aumentato l’incertezza sui costi operativi delle compagnie e degli operatori che organizzano pacchetti vacanza.

Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo ai Trasporti e al Turismo, ha segnalato che il mercato dei carburanti per l’aviazione è sotto pressione e che un peggioramento della crisi potrebbe portare alla convocazione di una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti dell’Unione europea. La situazione è legata anche alle tensioni geopolitiche che stanno interessando le principali aree di approvvigionamento energetico.

Secondo il commissario europeo, i prezzi del greggio e del carburante per aerei sono elevati e soggetti alle evoluzioni della crisi internazionale. Bruxelles guarda in particolare alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio energetico mondiale, dove le tensioni hanno ridotto il traffico delle navi rispetto ai livelli abituali.

La riduzione dei transiti marittimi nello Stretto di Hormuz ha aumentato le preoccupazioni sui flussi di petrolio e prodotti energetici. I dati sul traffico navale hanno mostrato un calo significativo dei passaggi commerciali nella zona, mentre alcuni operatori hanno utilizzato rotte alternative e trasferimenti tra navi per mantenere i rifornimenti.

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