Stabilizzazione del personale Pnrr in Giustizia: via libera a seimila assunzioni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un impegno da 225 milioni di euro, destinato a consolidare la posizione di almeno seimila unità di personale assunte con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è stato confermato dal ministero della Giustizia nel corso di un confronto con le organizzazioni sindacali. L’incontro, svoltosi ieri pomeriggio tra i dipartimenti di Via Arenula e i rappresentanti dei lavoratori, ha fatto seguito alle comunicazioni rese dal ministro Carlo Nordio in Parlamento, dove era stato già illustrato il piano finanziario. La misura, che interessa in particolare gli addetti all’Ufficio per il Processo e altre figure operative, rappresenta un passo significativo nel tentativo di dare stabilità a un comparto che, fino a oggi, ha operato in regime di precariato.

Lo scorrimento delle graduatorie e le reazioni sindacali

All’interno del negoziato, è emerso come il provvedimento preveda, inoltre, lo scorrimento delle relative graduatorie per un arco temporale di tre anni, garantendo così una prospettiva di continuità che va oltre la singola annualità. Alcuni di loro, come l’Unione Sindacale di Base, hanno colto nell’annuncio – che parla di un possibile ampliamento del numero dei stabilizzabili fino a ottomila unità – il frutto tangibile della pressione esercitata attraverso le lotte e le iniziative di mobilitazione. “Il Ministero, consapevole dell’essenzialità di questi lavoratori e, soprattutto, sottoposto a una continua pressione”, ha commentato l’organizzazione, “ha raschiato il fondo del barile e ha tirato fuori dal cilindro altri duemila posti”. La stabilizzazione, pertanto, si configura non solo come un atto amministrativo, ma anche come l’esito di una trattativa serrata.

Il quadro più ampio del Piano integrato di attività

La discussione sulla stabilizzazione del personale Pnrr si è inserita in un contesto più ampio, ovvero quello dell’esame del Piano integrato di attività e organizzazione, il documento che definisce gli obiettivi e l’assetto del ministero. In quella sede, dunque, le parti hanno avuto modo di affrontare globalmente le questioni organizzative, pur concentrando una parte rilevante del confronto proprio sulla sorte dei precari. La necessità di potenziare gli organici, d’altronde, è stata più volte ribadita come prioritaria per garantire il funzionamento della macchina giudiziaria, soprattutto alla luce degli impegni assunti a livello europeo e delle riforme in corso.

La strada della stabilizzazione e le prossime tappe

L’avvio del percorso che porterà alla stabilizzazione di massa costituisce, senza dubbio, un fatto nuovo nello scenario del pubblico impiego in ambito giudiziario. Se l’iter procederà come annunciato, si assisterà a uno dei più consistenti interventi di internalizzazione di personale precario degli ultimi anni, con ripercussioni importanti sull’organizzazione del lavoro negli uffici. Le organizzazioni sindacali, da parte loro, hanno già preannunciato ulteriori iniziative per monitorare l’attuazione concreta degli impegni e per rivendicare l’estensione del provvedimento a tutti i lavoratori ancora in condizione di instabilità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.