F1 2026, la Fia apre alle modifiche sulla gestione dell’energia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’avvio della stagione 2026 di Formula 1 – quella che doveva rappresentare il trionfo della sostenibilità tecnica senza sacrificare l’agonismo – ha invece messo a nudo fragilità che né i simulatori né le riunioni preparatorie erano riuscite a intercettare per intero. In pista, complice il nuovo bilanciamento delle power unit dove la componente elettrica pesa ormai quasi quanto quella termica (un rapporto 50/50 che ha rivoluzionato le mappature di erogazione), si sono viste corse al risparmio energetico e situazioni di pericolo oggettivo, con vetture che rallentavano in traiettoria per non finire la batteria prima del traguardo. Un paradosso, se si considera che l’obiettivo dichiarato era proprio l’opposto: spettacolo e sostenibilità tenuti insieme da un regolamento ambizioso, salvo poi scoprire che la teoria si scontrava con il muro dell’aderenza e della gestione istantanea della potenza.

Un vertice d’urgenza per correggere il tiro

Proprio per arginare questi problemi – che i piloti non hanno esitato a definire, a microfoni spenti, quantomeno criticabili – la Federazione Internazionale dell’Automobile ha convocato oggi il primo di una serie di incontri tecnici con i rappresentanti dei team e dei costruttori di motori. All’ordine del giorno, un ventaglio amplissimo di questioni nevralgiche: dalla riduzione del cosiddetto “clipping” (quel taglio brusco dell’erogazione elettrica quando si supera una certa velocità) alla possibilità di modificare i parametri di scarico della batteria in gara. L’incontro odierno, durato diverse ore e descritto dalle parti come “franco e costruttivo”, ha già prodotto una nota ufficiale della FIA che certifica l’inizio di una fase correttiva. Nessuna misura concreta è stata ancora adottata, ma la volontà di intervenire – questa la sostanza del comunicato – è ormai un dato acquisito.

Tre riunioni in agenda per ridisegnare il regolamento 2026

Nelle prossime settimane sono calendarizzati tre appuntamenti formali, tutti dedicati all’evoluzione del corpus normativo che disciplina il campionato. Si tratterà di tavoli nei quali i tecnici delle scuderie siederanno accanto agli ingegneri FIA e ai costruttori di power unit per valutare, caso per caso, quali miglioramenti apportare senza stravolgere l’impianto regolamentare già approvato. E non è un dettaglio da poco: modificare l’erogazione elettrica significa intervenire su software, mappature del motore a combustione interna e persino sulle strategie di frenata rigenerativa. Un’operazione delicata, che richiede tempo e accordi unanimi, o quantomeno condivisi dalla maggioranza qualificata dei soggetti coinvolti.

La sicurezza in pista al centro del dibattito

Quel che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso un intervento rapido – al di là delle mere questioni di spettacolo – è stato l’emergere di situazioni di pericolo concreto. In diverse occasioni, durante i primi Gran Premi della stagione, si sono visti piloti costretti a sollevare il piede in pieno rettilineo per non superare i limiti di potenza elettrica disponibile, creando differenze di velocità improvvise tra una vettura e l’altra. Un fenomeno, questo, che ha riaperto il dibattito sulla sicurezza attiva, già acceso in passato con l’avvento delle prime unità ibride. La FIA, dal canto suo, ha ribadito nel corso dell’incontro di oggi che la priorità assoluta resta l’incolumità degli equipaggi, e che qualsiasi modifica al regolamento tecnico sarà valutata anche – e forse soprattutto – sotto il profilo della prevedibilità del comportamento delle monoposto in gara.

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