Mercosur, l'Europa al bivio mentre Fiumicino attende il suo volano
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Redazione Esteri
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Dopo un quarto di secolo di trattative, il vertice che si apre a Bruxelles pone i leader europei di fronte a una scelta che ha il sapore dell'ultima chiamata: conferire, o meno, il mandato per chiudere l'accordo con i paesi del Mercosur prima dell'appuntamento fissato a Brasilia per il 20 dicembre. Un percorso, il cui esito è tutt'altro che scontato, che la Commissione Europea ha già approvato ma sul quale gli stati membri devono ora pronunciarsi senza ulteriori rinvii, sebbene permangano resistenze che il governo italiano, per voce dei suoi ministri, continua a ribadire con determinazione.
Un hub per tredicimila imprese
Se l'intesa, che dischiuderebbe un mercato integrato di oltre trecento milioni di consumatori, trovasse finalmente compimento, gli effetti si proietterebbero ben al di là delle stanze della diplomazia, toccando nel concreto il tessuto economico. L'Italia, che è già il secondo fornitore europeo nel bacino sudamericano, vedrebbe consolidarsi un interscambio che vale complessivamente tredici miliardi e quattrocento milioni, di cui sette e quattro di export. In questo contesto, l'aeroporto di Roma Fiumicino si candida a diventare, a pieno titolo, il principale hub aereo verso il continente, una porta di accesso strategica capace di fungere da volano per circa tredicimila imprese esportatrici che potrebbero trovare, in una logistica potenziata e dedicata, l'infrastruttura necessaria per sostenere una crescita già in atto.
Le garanzie a tutela dell'agricoltura
Le preoccupazioni che hanno finora frenato il cammino dell'accordo, in particolar modo quelle legate alla possibile concorrenza sleale per il settore agroalimentare europeo, hanno trovato una risposta nel recente voto del Parlamento di Strasburgo. Gli eurodeputati, approvando un apposito regolamento, hanno infatti istituito meccanismi di salvaguardia più stringenti, i quali, abbassando la soglia di allarme per l'aumento delle importazioni, consentirebbero di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie qualora i flussi di prodotti sensibili, come la carne bovina o il pollame, minaccino concretamente i produttori dell'Unione. Una misura, questa, concepita per bilanciare l'apertura commerciale con una protezione dinamica e contingente, che risponde a molte delle critiche sollevate negli anni.
La posizione italiana tra negoziati paralleli
La trattativa sul Mercosur, però, non viaggia in un compartimento stagno ma si intreccia con altre delicate partite in sede comunitaria, come quella sul quadro finanziario pluriennale. Il ministro per gli Affari europei, intervenendo a un'assemblea di categoria, ha tenuto a sottolineare come la posizione del governo rimanga coerente e invariata su entrambi i fronti, ribadendo quelle perplessità che il ministro delle Politiche agricole aveva già espresso in sede di Consiglio. Una linea dura, dunque, che Roma porterà al tavolo del Consiglio Affari Generali, dimostrando come il cammino verso la ratifica sia ancora lastricato di ostacoli politici che nulla hanno a che vedere con i meri aspetti tecnici dell'intesa.




