Emiliano e Urso sull’ex Ilva: "Una svolta storica, ma servono garanzie per l’indotto"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le associazioni di categoria dell’autotrasporto hanno espresso soddisfazione dopo l’incontro con il ministro Adolfo Urso, definendo «positivo» il dialogo avviato in merito al protocollo d’intesa per l’ambientalizzazione dell’ex Ilva. «Accogliamo con favore – hanno dichiarato – la dichiarazione d’intenti che vincola la piena decarbonizzazione degli impianti». Pur riconoscendo i progressi, però, chiedono «garanzie concrete» per gli stabilimenti e per l’indotto, temendo ripercussioni occupazionali nel settore logistico.

Michele Emiliano, presidente della Puglia, non nasconde l’orgoglio per un traguardo che definisce «storico». «Ci abbiamo messo dieci anni – afferma – ma alla fine ci siamo riusciti». Interrogato sul fatto che l’accordo possa rappresentare una sua vittoria personale, risponde senza esitazioni: «Nessuno può chiedermi un passo di lato. Ho lavorato per la mia regione e continuerò a farlo». Quanto alle critiche rivolte al sindaco di Bari Decaro per la scelta di non ricandidarsi, Emiliano è netto: «Sbaglia».

Intanto, il ministro Urso delinea i prossimi passi. «Una volta chiuse le offerte – spiega – servirà circa un mese per la negoziazione in esclusiva, cui seguiranno i tempi dell’Antitrust e del golden power». I 200 milioni già stanziati dovrebbero permettere la riattivazione progressiva dei tre altoforni, a patto che venga sbloccato il sequestro di Afo-1. «L’obiettivo – precisa – è consegnare gli impianti entro il primo trimestre del 2026, con una capacità produttiva di 6 milioni di tonnellate, per poi avviare la transizione ai forni elettrici».

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