Geronimo La Russa in pole per la presidenza Aci, Avs presenta un'interrogazione
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Redazione Interno
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La candidatura di Geronimo La Russa alla presidenza dell’Automobile Club d’Italia (Aci) sta già sollevando polemiche, con il gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) che ha presentato un’interrogazione per contestarne l’ammissibilità. Francesca Ghirra, capogruppo di Avs nella commissione Attività produttive della Camera, ha definito la candidatura "irricevibile", sottolineando come non si possa trasformare l’Aci in una "Repubblica dei famigli". Il riferimento è trasparente: Geronimo La Russa è figlio di Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato, e la sua ascesa politica è stata spesso associata a dinamiche di tipo familiare.
La questione si inserisce in un contesto già complesso per l’Aci, che si appresta a eleggere il nuovo presidente il prossimo 9 luglio. L’assemblea, convocata per scegliere il successore di Angelo Sticchi Damiani, arriva dopo una serie di sviluppi giudiziari e normativi che hanno portato alla decadenza del presidente uscente. Sticchi Damiani, in carica dal 2012 e riconfermato per il quarto mandato lo scorso ottobre con oltre il 90% dei voti, è stato dichiarato decaduto a seguito dell’applicazione del Decreto Emergenze, che impone un limite di tre mandati per i presidenti degli enti pubblici con natura federativa.
La norma, attualmente in discussione alla Camera, mira a garantire un ricambio ai vertici delle istituzioni, evitando che una stessa persona rimanga in carica per periodi troppo prolungati. Sticchi Damiani, ingegnere leccese alla guida dell’Aci da oltre un decennio, aveva inizialmente ottenuto il via libera per un quarto mandato, ma la successiva applicazione del decreto ha ribaltato la situazione, rendendo necessaria una nuova elezione.
In questo scenario, la candidatura di Geronimo La Russa assume un significato particolare. Sebbene non sia la prima volta che un esponente politico con un cognome illustre si candida a ruoli di prestigio, la sua ascesa è stata spesso accompagnata da critiche legate alla percezione di un favoritismo familiare. La Russa, che ha già ricoperto incarichi politici a livello locale, potrebbe ora trovarsi a guidare una delle federazioni più importanti del Paese, con competenze che spaziano dalla mobilità allo sport automobilistico.
Tuttavia, l’interrogazione presentata da Avs mette in dubbio la legittimità stessa della sua candidatura, sollevando questioni di trasparenza e merito. Ghirra, nel suo intervento, ha sottolineato come l’Aci debba essere guidata da figure competenti e indipendenti, evitando che dinamiche di tipo familiare possano influenzare la scelta del presidente.
Intanto, l’assemblea del 9 luglio si preannuncia come un momento cruciale per il futuro dell’Aci, che dovrà non solo eleggere un nuovo presidente, ma anche affrontare le sfide legate alla mobilità sostenibile e alla trasformazione digitale del settore automobilistico. La decadenza di Sticchi Damiani, se da un lato ha aperto la strada a un ricambio generazionale, dall’altro ha creato un vuoto di potere che potrebbe favorire l’ascesa di figure come La Russa, pronte a sfruttare l’occasione per consolidare la propria posizione.




