Strage a Casalotti, tre corpi senza vita in via Montiglio: caccia all'uomo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La tarda serata di venerdì 26 giugno ha trasformato una tranquilla via della periferia romana in un teatro di sangue e silenzio. In via Montiglio, nel cuore del quartiere Casalotti, gli agenti della Squadra Mobile e il personale della Scientifica hanno fatto un ritrovamento che lascia senza fiato: tre persone, appartenenti allo stesso nucleo familiare, giacevano senza vita all'interno della loro abitazione.
Le vittime, un uomo di 39 anni, la moglie di 38 e la loro figlia di appena 5 anni, sono state uccise con un'arma da taglio, in quello che si configura come un triplice omicidio di particolare ferocia. A rendere la scena ancora più agghiacciante è la presenza, tra i corpi, del figlio maggiore della coppia, un ragazzo di 20 anni, sopravvissuto all'aggressione ma ridotto in fin di vita.
Il dramma in via Montiglio e le prime ricostruzioni
La scoperta è avvenuta quando i vicini, insospettiti da un silenzio insolito e da alcune grida sentite nelle ore precedenti, hanno allertato le forze dell'ordine. All'arrivo dei poliziotti, l'orrore si è manifestato in tutta la sua crudezza: i genitori e la bambina giacevano in diverse stanze dell'appartamento, mentre il ragazzo di 20 anni, seppur gravemente ferito, era ancora cosciente e ha potuto fornire i primi, confusi elementi agli inquirenti.
Trasportato d'urgenza al Policlinico Gemelli, il giovane è stato sottoposto a un intervento chirurgico; le sue condizioni, sebbene serie, non destano al momento particolare preoccupazione per la sopravvivenza, anche se i medici mantengono la riservatezza sul quadro clinico preciso. La salma della bambina è stata rinvenuta in una delle camere da letto, mentre quella dei genitori in soggiorno, a suggerire una dinamica che gli investigatori stanno ricostruendo minuto per minuto attraverso il rilievo delle impronte e la posizione dei corpi.
La caccia all'assassino e le indagini della Squadra Mobile
Sul posto, gli investigatori della Squadra Mobile di Roma stanno lavorando senza sosta per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e risalire all'autore o agli autori del triplice delitto. Sebbene le prime sommarie informazioni parlino di una famiglia originaria del Bangladesh, priva di precedenti penali e apparentemente inserita nel tessuto sociale del quartiere, gli inquirenti non escludono alcuna pista, da quella della rapina finita in tragedia a quella di un regolamento di conti o di un gesto dettato da futili motivi.
La scoperta che il coltello utilizzato per l'aggressione potrebbe essere stato lasciato sulla scena del crimine, o che il ragazzo ferito abbia potuto vedere in volto l'aggressore, rappresenta un elemento cruciale su cui si concentrano le indagini; gli accertamenti della Scientifica, in particolare, sono finalizzati a rilevare eventuali tracce di Dna o impronte digitali che possano condurre a un nome.
La zona di Casalotti, periferia ovest della Capitale, è stata presidiata dalle pattuglie per tutto il week-end, mentre i vicini, scossi dall'accaduto, raccontano di una famiglia tranquilla e riservata, di cui non avevano mai notato situazioni di conflitto o tensioni apparenti.
Il quadro delle vittime e il sopravvissuto
L'intera vicenda assume contorni ancora più drammatici se si considera la giovane età della vittima più piccola, una bambina di 5 anni che, secondo quanto riferito dai primi soccorritori, non avrebbe avuto scampo.
La coppia di genitori, originaria del Bangladesh, risiedeva in via Montiglio da diversi anni e, a quanto pare, lavorava nel settore della ristorazione e dei servizi; il figlio ventenne, attualmente ricoverato al Gemelli, è l'unico testimone oculare in grado di gettare luce su quanto realmente accaduto in quelle mura domestiche, ma i medici hanno disposto un rigoroso isolamento per permettergli di riprendersi dalle ferite, che non sarebbero mortali ma che hanno richiesto un'importante perdita di sangue.
Gli investigatori stanno interrogando conoscenti e parenti per tracciare un profilo delle abitudini della famiglia, nella speranza di individuare eventuali frequentazioni sospette o motivi che possano aver scatenato la furia omicida.
Mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo, la caccia al killer si intensifica, con le pattuglie che setacciano la zona e le telecamere di videosorveglianza della zona già acquisite per identificare movimenti sospetti nelle ore precedenti il massacro; la sensazione, tra gli abitanti di Casalotti, è quella di una paura diffusa, la consapevolezza che un assassino sia ancora libero e che il movente di una così efferata violenza possa nascondersi dietro un angolo della quotidianità.




