Vertice a Palazzo Chigi sulla manovra, oltre cento emendamenti non passano
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Redazione Interno
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Mentre il Senato è impegnato nell'esame del testo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato i leader della maggioranza per un nuovo vertice, finalizzato a definire una serie di correttivi alla legge di Bilancio. L'incontro, che vede attorno al tavolo i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e i capigruppo, si concentra su alcuni nodi cruciali, per i quali è necessario individuare le opportune coperture finanziarie. Tra gli ambiti di intervento su cui si discute, spiccano la disciplina degli affitti brevi, un'estensione del regime di iperammortamento per le imprese e la possibilità di ampliare le esenzioni per la prima casa nel calcolo dell'Isee. Si parla, inoltre, di misure che favoriscano l'emersione dei capitali detenuti sotto forma di oro, da destinare agli investimenti, e di una revisione del trattamento fiscale applicato ai dividendi.
I paletti della commissione Bilancio
Parallelamente al lavoro politico di Palazzo Chigi, la commissione Bilancio del Senato ha operato una severa selezione tra le proposte di modifica pervenute, dichiarandone inammissibili ben centocinque, in tutto o in parte. Di questi, diciotto sono stati respinti per questioni di merito, poiché estranei alla materia del bilancio, ma potranno essere ripresentati in forma diversa; gli altri ottantasette, invece, sono stati bloccati per la mancanza di una copertura finanziaria che ne garantisse la sostenibilità economica. Una procedura, questa, che delinea i confini di un negoziato complesso, dove la ricerca dei fondi diventa elemento determinante per la sopravvivenza stessa degli emendamenti.
Le proposte che restano in campo
Nonostante la scrematura, diverse proposte significative permangono nel testo. È stato infatti ammesso, ad esempio, l'emendamento a firma del capogruppo di Fratelli d'Italia, il quale ribadisce che le riserve auree di Bankitalia "appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano", una disposizione che mira a chiarire una volta per tutte la proprietà di quel patrimonio. Resta sul tavolo, tra gli altri, anche il tema delle quote italiane nel Meccanismo europeo di stabilità, un altro capitolo di rilevante importanza per la finanza pubblica. Per quanto riguarda gli affitti brevi, si valuta l'ipotesi di applicare un'aliquota pari al 21%, equiparandola di fatto al regime ordinario, in un'ottica di riequilibrio del mercato locativo.
Il percorso ancora da compiere
Il vertice in corso rappresenta una tappa fondamentale per sbloccare i punti più controversi e dare una direzione precisa alla manovra, la cui approvazione è subordinata alla capacità di trovare un accordo su questi delicati compromessi. La partita, che si gioca su più livelli – tra il governo, i gruppi parlamentari e l'istruttoria tecnica in commissione –, richiede una mediazione attenta, soprattutto per quanto concerne gli interventi a sostegno delle imprese e quelli di carattere fiscale, che toccano da vicino il bilancio delle famiglie. L'esito di queste trattative definirà il profilo finale di una legge di Bilancio il cui iter, sebbene avanzato, non è ancora giunto al suo compimento.




