Gelato artigianale, la passione dei reggiani: 15 milioni di euro spesi nonostante i rincari
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Redazione Economia
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Il gelato, simbolo indiscusso dell'estate e del Made in Italy, conferma il suo ruolo di alimento trasversale capace di superare ormai ogni stagionalità. Secondo un focus dell'ufficio studi di Lapam Confartigianato, le famiglie della provincia di Reggio Emilia spendono annualmente la considerevole cifra di 15 milioni di euro per questo prodotto, segnale evidente di una passione che resiste nonostante le difficoltà economiche.
Numeri e posizionamento nel panorama regionale
I dati emersi dall'analisi posizionano la provincia reggiana al terzo posto nella classifica regionale per spesa in gelato, un risultato che si riflette anche nel numero di laboratori attivi sul territorio. Con 132 gelaterie censite, pari al 12,6% del totale dell'Emilia-Romagna, Reggio Emilia conferma la sua vocazione nel comparto. È però nel dettaglio dell'artigianalità che si registra il dato più significativo: la percentuale di gelaterie artigiane raggiunge l'80,4%, un primato che colloca la provincia al vertice regionale.
Per comprendere il contesto, basti pensare che l'Emilia-Romagna conta complessivamente 1.053 laboratori di gelateria, di cui 756 a carattere artigiano, pari al 71,8% del totale.
Rincari delle materie prime e impatto sui costi
Ciò che rende particolarmente interessante questa fotografia è la sua capacità di resistere all'aumento vertiginoso dei costi delle materie prime, che hanno subito rincari considerevoli negli ultimi cinque anni. L'analisi di Lapam evidenzia infatti impennate significative: a giugno 2026, il prezzo delle uova è salito del 43% rispetto alla media del 2021, mentre la frutta ha fatto registrare un +32% e lo zucchero un +31%.
Il latte e il cacao, ingredienti fondamentali per la produzione del gelato artigianale, hanno subito incrementi rispettivamente del 25% e del 22% nello stesso arco temporale. Questi rincari, che hanno spinto il costo del gelato verso una media di 20-28 euro al chilo, non hanno però frenato l'entusiasmo dei reggiani, che continuano a concedersi quello che ormai viene considerato un "piccolo lusso accessibile".
La risposta del comparto tra tradizione e innovazione
L'eccezionale vocazione artigiana del territorio reggiano è il pilastro su cui si regge un comparto in continua evoluzione, capace di innovare senza perdere la propria identità. Un esempio di questa vitalità è arrivato dalla recente partecipazione al Sigep di Rimini, la manifestazione internazionale di riferimento per il settore, dove CNA Agroalimentare Reggio Emilia ha presentato il contest "Sapore di Pane e Gelato", con abbinamenti innovativi e ricercati che hanno visto protagonisti i maestri gelatieri locali.
L'associazione di categoria, per voce del presidente di Lapam Alimentazione Davide Nini, sottolinea come sia fondamentale "sensibilizzare i consumatori a scegliere il prodotto artigianale, sinonimo di qualità e salute", difendendo così l'economia del territorio e valorizzando le eccellenze delle materie prime locali. La sfida del futuro è quindi quella di mantenere alto il livello qualitativo, nonostante le pressioni inflattive, per continuare a far brillare un settore che rappresenta un'eccellenza del made in Italy.
Il mercato del gelato artigianale, in Italia, muove complessivamente circa 3 miliardi di euro, e la filiera allargata raggiunge i 4,9 miliardi, con il nostro Paese che si conferma leader europeo. Le tendenze attuali mostrano una crescita costante, trainata anche da nuove abitudini di consumo come l'incremento delle ordinazioni a domicilio (oltre 1,2 milioni in un anno, con un +10%) e l'espansione dei formati, dalle vaschette per la famiglia alle brioche farcite. La presenza di ben 40.000 gelaterie in Italia e l'export di macchinari per la produzione, che nel 2025 ha superato i 2,4 miliardi di euro con un incremento dell'8,1%, confermano la forza di un comparto che guarda con fiducia al futuro.
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