Macron attacca la politica estera di Trump: "Logiche neocoloniali, rifiutiamo il nuovo imperialismo"
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Redazione Esteri
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In un intervento di marcata durezza, che non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche, il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un attacco frontale contro la condotta internazionale degli Stati Uniti guidati da Donald Trump. Rivolgendosi agli ambasciatori francesi riuniti all’Eliseo, Macron ha tracciato un quadro fosco delle relazioni globali, denunciando con parole precise quello che ha definito un pericoloso ritorno a “logiche di forza e aggressività neocoloniale”. Un monito, il suo, che suona come una risposta diretta a una serie di azioni unilaterali dell’amministrazione americana, le quali, a giudizio di Parigi, stanno minando sistematicamente il sistema multilaterale costruito nel dopoguerra.
Il picconamento dell'ordine internazionale
Il discorso del capo dell’Eliseo, del resto, arriva in un momento di tensioni palpabili, mentre la Casa Bianca procede in quella che appare come una metodica opera di smantellamento degli impegni internazionali. Uno degli ultimi provvedimenti, in questo senso, è stato l’ordine esecutivo con cui Trump ha sospeso il sostegno finanziario americano a decine di organizzazioni globali, inserendo nel novero anche la Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici. Una mossa che, al di là del merito tecnico, segnala una volontà chiara di disimpegno e di sfida verso quegli organismi che per decenni hanno rappresentato, almeno formalmente, l’architettura della governance mondiale. Macron, osservando questi sviluppi, ha parlato senza mezzi termini di un “grande rischio per l’ordine internazionale”, sottolineando come gli Stati Uniti si stiano progressivamente allontanando dai loro partner tradizionali.
La denuncia della "ricolonizzazione"
Ciò che colpisce, nell’analisi del presidente francese, è la scelta di un lessico forte e storicamente connotato, che evoca periodi che si credevano superati. Riferendosi a dinamiche in atto, ha infatti sostenuto di credere “sia in atto un processo di ricolonizzazione abbracciato da alcuni”, collocando esplicitamente la Francia e l’Europa in una posizione di soggezione. “Ci siamo trovati dentro un gioco strano”, ha affermato Macron, aggiungendo che i francesi e gli europei si troverebbero “sottoposti a una retorica anticolonialista che non corrisponde alla realtà”. Una critica, questa, che sembra voler ribaltare il tradizionale schema delle accuse, suggerendo come alcune potenze, dietro una narrativa di rottura con il passato, stiano di fatto imponendo nuove forme di dominio e influenza.
Il rifiuto della vassalizzazione
La replica di Parigi, per quanto netta, non si è limitata alla denuncia. Macron ha infatti articolato quello che definisce un rifiuto duplice e altrettanto determinato. “Noi rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma rifiutiamo anche la vassalizzazione e il disfattismo”, ha dichiarato nel corso della conferenza degli ambasciatori. Una presa di posizione che delinea i confini della strategia francese: né accettazione supina delle nuove pretese egemoniche, né cedimento a un pessimismo sterile. Il presidente ha voluto ricordare, quasi a sostegno di questa via, che “ciò che siamo riusciti a fare per la Francia e in Europa va nella direzione giusta”, indicando dunque la necessità di persistere in un cammino autonomo, senza farsi trascinare né dalle provocazioni né dallo sconforto. Una strada, è evidente, tutta in salita, mentre le vecchie alleanze vacillano.




