L'Inter spera nel Bayern Monaco per sbloccare il ritorno di Perisic
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Redazione Sport
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Il desiderio è reciproco, chiaro e non più tanto segreto: Ivan Perisic, dopo l’esperienza in Inghilterra e l’infortunio che ne ha interrotto il percorso, vorrebbe riabbracciare Milano e l’Inter la quale, dal canto suo, considera il croato la soluzione ideale per tamponare l’assenza di Denzel Dumfries. A spingere con convinzione per l’operazione, si sa, è il tecnico Cristian Chivu, che valuta indispensabile l’inserimento di una pedina così duttile e esperta nelle corsie laterali. I dialoghi tra le parti, del resto, sono già a uno stadio avanzato e il giocatore ha manifestato una piena apertura, memore dei bei anni trascorsi in nerazzurro. C’è però un ostacolo, anzi un vero e proprio muro, rappresentato dalla ferma intenzione del PSV Eindhoven di trattenere il proprio uomo, considerato un tassello fondamentale per il prosieguo della stagione. Un muro che, paradossalmente, potrebbe essere abbattuto da una squadra che con Perisic ha già vinto una Champions League: il Bayern Monaco.
Il nodo Champions League: il destino in una partita
Tutta la trattativa, infatti, ruota attorno al cammino europeo del club olandese. La condizione posta dalla dirigenza del PSV è netta e non ammette eccezioni: in caso di qualificazione ai playoff di Champions League, Perisic non sarà messo sul mercato. La sua esperienza e la sua capacità di rendere affidabile qualsiasi reparto, caratteristiche che pochi nel roster posseggono, diventerebbero beni troppo preziosi da cedere a gennaio. Ecco allora che l’ultima giornata del girone A assume, per i dirigenti interisti, un’importanza che va ben oltre il semplice tifo da simpatia. L’Inter, che ha già chiuso il suo percorso al primo posto, dovrà guardare con attenzione all’esito del match tra Bayern Monaco, già qualificato, e proprio il PSV. Una vittoria dei bavaresi, o anche un pareggio, condannerebbe gli olandesi all’Europa League, smuovendo di fatto la posizione intransigente del club e aprendo concretamente la trattativa per il ritorno del croato.
La strategia nerazzurra e l'assenza di Dumfries
Dall’altra parte, la necessità dell’Inter appare piuttosto urgente e non procrastinabile. L’infortunio di Dumfries, il cui rientro è atteso non prima di marzo, ha lasciato un vuoto importante sulla fascia destra, che Chivu intende colmare con un profilo di garanzia e immediata fruibilità tattica. Perisic, che conosce alla perfezione l’ambiente e ha già dimostrato di potersi adattare sia a un ruolo da esterno alto in un 3-5-2 sia da vero e proprio jolly offensivo, incarna perfettamente queste caratteristiche. La sua eventuale acquisizione, peraltro, non sarebbe dettata solo da una contingenza ma guarderebbe anche alla fase finale della stagione, dove l’esperienza in campi internazionali di certi elementi può fare la differenza. Alcuni, osservando la situazione, parlano già di un pressing costante da parte del club milanese, il quale ha ben chiaro che la finestra di opportunità potrebbe restare aperta solo per pochi, decisivi giorni.
Un mercato in bilico tra desiderio e realtà
Resta dunque un’atmosfera di attesa, dove le volontà personali del calciatore e del club acquirente devono per forza di cose scontrarsi con le esigenze sportive ed economiche della società detentrice del cartellino. La trattativa, per come è strutturata, sfugge in parte alle consuete logiche del mercato, legandosi a un evento sportivo specifico su cui nessuno degli attori in gioco, a parte forse il Bayern, può esercitare un’influenza diretta. Si crea così una circostanza singolare, dove il destino di un calciatore di alto livello e di una grande squadra italiana dipende, in ultima analisi, dal risultato di novanta minuti giocati in terra tedesca. Un episodio che, al di là dell’esito, dimostra come il calcio moderno sia un intreccio sempre più fitto di piani, dove la pianificazione tecnica deve fare i conti con variabili imprevedibili che esulano dal controllo dei diretti interessati.




