Trump apre al cambio di regime in Iran: "Make Iran great again". L'Ue invoca dialogo, Netanyahu vede "opportunità"
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Redazione Esteri
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Mentre Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, rilancia il suo slogan modificandolo in "Make Iran Great Again" e parla per la prima volta esplicitamente di un cambio di regime a Teheran, l’Unione Europea ribadisce la necessità di tornare al tavolo del dialogo. Una posizione che contrasta con l’azione militare decisa da Washington, culminata nel più massiccio bombardamento condotto dai B-2 Spirit dall’11 settembre in poi.
L’operazione, definita da fonti militari statunitensi come un "capolavoro di inganno tattico", ha visto l’impiego di falsi bersagli per disorientare le difese aeree iraniane, che non sono riuscite a intercettare gli aerei. "Le contromisure adottate hanno reso inefficace ogni reazione", confermano analisti strategici, sottolineando come l’attacco sia stato pianificato per colpire tre siti nucleari senza lasciare margine di risposta.
Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, intervistato dall’Adnkronos, minimizza i rischi diretti per l’Italia: "Non ci sono coinvolgimenti immediati, se non la necessità di evacuare i connazionali ancora in Iran come misura precauzionale". Tuttavia, non esclude possibili ripercussioni indirette, come un aumento del rischio terroristico.
Intanto, il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha incontrato Vladimir Putin a Mosca, in un vertice che mira a coordinare la risposta di Teheran all’offensiva americana. Parallelamente, Israele ha lanciato nuovi raid contro obiettivi militari iraniani, alimentando ulteriormente la tensione. Benjamin Netanyahu, in una conferenza stampa, ha definito l’azione "un’opportunità storica per espandere gli accordi di pace", lasciando intendere possibili sviluppi diplomatici imprevisti.




