Trump apre al cambio di regime in Iran: "Make Iran great again", mentre l'Ue invoca il dialogo
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Redazione Esteri
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L’attacco a sorpresa degli Stati Uniti contro l’Iran, denominato Operazione Martello di mezzanotte, ha scosso gli equilibri internazionali, riaccendendo tensioni che sembravano sopite dopo giorni di escalation tra Israele e Teheran. Nella notte tra sabato e domenica, Donald Trump ha autorizzato un’incursione senza precedenti, condotta da bombardieri B-2, che ha colpito tre siti nucleari iraniani con una strategia basata su diversivi e inganni, tanto da impedire alle difese aeree nemiche di reagire. «Le nostre operazioni sono state impeccabili», ha sottolineato il presidente americano, aggiungendo per la prima volta l’obiettivo esplicito di un cambio di regime e coniando lo slogan Make Iran Great Again (MIGA), chiaro rimando alla sua retorica nazionalista.
Mentre i caccia israeliani intensificano i raid contro obiettivi militari iraniani, il ministro degli esteri di Teheran, Araghchi, vola a Mosca per un incontro urgente con Vladimir Putin, nel tentativo di coordinare una risposta all’offensiva americana. L’Unione Europea, dal canto suo, invoca prudenza e riprende la strada della diplomazia, temendo che un ulteriore inasprimento del conflitto possa destabilizzare non solo il Medio Oriente ma anche i rapporti transatlantici.
Sul piano della sicurezza, Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, esclude rischi diretti per l’Italia, pur evidenziando la necessità di adottare misure precauzionali. «Non corriamo pericoli immediati», ha dichiarato all’Adnkronos, «ma è essenziale rimpatriare i connazionali ancora presenti nel Paese e rafforzare i controlli, considerando la possibile minaccia di atti terroristici». Intanto, il governo Meloni ha aggiornato il Parlamento sulla crisi, senza però delineare una posizione netta, mentre l’opinione pubblica internazionale osserva con apprensione gli sviluppi di un conflitto che, dopo anni di tensioni latenti, potrebbe segnare una svolta irreversibile.




