Gaza, raid israeliani causano almeno 40 morti. Belgio verso il riconoscimento dello Stato palestinese

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i raid aerei israeliani su Gaza City e Deir el-Balah provocano, secondo le fonti mediche locali, non meno di quaranta vittime in ventiquattr’ore, il conflitto continua ad alimentare un aspro dibattito diplomatico. Il Belgio, attraverso le parole del suo ministro degli Esteri Maxime Prevot, ha annunciato l’intenzione di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina presso le Nazioni Unite, una mossa che si inserisce in un contesto internazionale già estremamente teso.

Le operazioni militari nella Striscia, che hanno causato anche decine di feriti in un edificio residenziale nel quartiere di Tel Hawa, si abbinano a una crisi umanitaria sempre più profonda. La Sanità palestinese ha registrato, nelle ultime ventiquattr’ore, tredici decessi dovuti a fame e malnutrizione, tre dei quali sono bambini, un dato che aggrava ulteriormente il bilancio di un assedio durato ormai mesi. A ciò si aggiunge il resoconto, riportato da diversi media, secondo il quale l’esercito israeliano avrebbe aperto il fuoco contro civili in fila per l’acqua, causando sette morti, cinque dei quali minori.

Sul piano delle relazioni internazionali, la dichiarazione belga ha immediatamente scatenato la reazione del ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, il quale ha avvertito che i paesi europei che procederanno al riconoscimento “conosceranno il terrore”. Dal Qatar, intanto, arrivano segnali di stallo negoziale, con accuse a Israele di non rispondere alle proposte per un cessate il fuoco e di perseguire piuttosto una strategia di escalation.

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