Caro carburanti, protesta degli agricoltori a Pizzo: tensione sulla A2
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Redazione Interno
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La protesta degli agricoltori contro il caro carburanti continua a Pizzo, nel Vibonese, dove questa mattina si sono registrati momenti di forte tensione allo svincolo della A2. Le forze dell'ordine hanno presidiato l'accesso all'autostrada per impedire ai manifestanti di superare lo sbarramento e occupare direttamente la carreggiata. La mobilitazione, iniziata nei giorni scorsi in diversi punti della Calabria, nasce dall'aumento del prezzo dei carburanti e da una crisi che gli operatori agricoli collegano alla crescita complessiva dei costi sostenuti dalle aziende.
Tensione allo svincolo e le lacrime di un agricoltore
Nel momento più delicato della mattinata alcuni partecipanti hanno tentato di oltrepassare il dispositivo predisposto davanti all'accesso autostradale. Sul posto erano presenti gli agenti del XII Reparto mobile di Reggio Calabria, i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e la Digos della Questura vibonese. Il confronto non è degenerato: i funzionari hanno mantenuto il dialogo con i partecipanti e l'ingresso diretto in autostrada è stato contenuto. Al presidio era atteso anche l'arrivo di altri agricoltori provenienti dal Crotonese, con numerosi trattori diretti verso il punto della manifestazione.
Una delle immagini più forti della giornata è stata quella di un manifestante che si è sdraiato sull'asfalto in lacrime. Attorno a lui si sono raccolti altri lavoratori, alcuni abbracciandosi e altri portandosi le mani al volto. Nei giorni precedenti Antonio Mastroianni, produttore di olio, aveva spiegato le ragioni economiche della protesta con un esempio riferito direttamente alla propria attività: a fronte di un costo di produzione indicato in 8 euro, il prodotto gli verrebbe pagato 3 euro. Gli agricoltori contestano anche la concorrenza delle produzioni provenienti dall'estero e denunciano differenze nei costi della manodopera e negli standard applicati.
Dai carburanti ai prezzi agricoli, tutte le ragioni della mobilitazione
Il prezzo del gasolio è soltanto una delle questioni sollevate dai manifestanti. Le rivendicazioni riguardano anche il rapporto tra le spese necessarie per produrre e quanto viene riconosciuto alle aziende, i danni causati dalla fauna selvatica e la concorrenza dei prodotti importati. Per gli operatori il problema centrale è la possibilità stessa di generare reddito continuando a lavorare nei campi. Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura, ha chiesto alle istituzioni calabresi di farsi carico delle richieste del comparto, sostenendo che l'incremento dei costi incide sia sulle imprese sia sui cittadini che utilizzano quotidianamente l'auto.
La mobilitazione aveva assunto dimensioni regionali già il 28 settembre. Circa duemila persone avevano partecipato complessivamente ai presìdi organizzati sul territorio, con iniziative a Passovecchio di Crotone, Firmo-Sibari, Rosarno e nel Vibonese. Nella zona crotonese erano stati segnalati circa 400 partecipanti. L'iniziativa, denominata “L'Italia scende in piazza”, è stata promossa dal Movimento Popolare Nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento Territorio e Agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli - Cittadini Italiani. Durante quelle iniziative sono stati effettuati blocchi stradali a singhiozzo garantendo il passaggio dei mezzi di emergenza e soccorso.
Gli autotrasportatori preparano il presidio alla Cittadella
La protesta si estende intanto al settore dell'autotrasporto. Fedralog Calabria - Federazione Trasporti e Logistica Calabria ha convocato per lunedì 5 ottobre, con inizio alle 7, una manifestazione nel piazzale sottostante la Cittadella regionale di Catanzaro. L'associazione attribuisce la decisione alle difficoltà economiche delle imprese, all'incremento delle spese di esercizio e a quello del carburante, sostenendo di non avere ricevuto dalla Regione un riscontro concreto alle richieste presentate dal comparto. Gli organizzatori hanno precisato che l'iniziativa non prevede né il blocco delle arterie stradali né un fermo generale dell'attività di trasporto.
La manifestazione davanti alla sede della Giunta anticipa un'altra iniziativa già proclamata dalla federazione: il fermo dei servizi dell'autotrasporto fissato per il 9 ottobre. Nei giorni precedenti Fedralog aveva chiesto alla Regione un intervento sul costo del gasolio pari a 40 centesimi al litro. La pressione dei rincari coinvolge anche un altro segmento della filiera: i distributori indipendenti hanno segnalato le difficoltà nel competere con i grandi operatori che dispongono di una maggiore capacità finanziaria per applicare riduzioni ai prezzi praticati alla pompa.
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