Bitcoin, il fragile recupero tra deflussi degli ETF e venti macroeconomici

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato delle criptovalute, dopo settimane di incertezze, ha tentato un timido recupero che, tuttavia, non è riuscito a impensierire in modo decisivo la resistenza posta intorno ai 89.500 dollari. La struttura tecnica di breve termine, per gli analisti, rimane dunque precaria, al punto che molti ritengono necessaria una solida fase di riaccumulo prima di poter sperare in una risalita di una certa consistenza. Sebbene positivo, il ritorno sopra la soglia psicologica dei 90.500 dollari non basta: da un punto di vista grafico, soltanto una chiusura convincente al di sopra dei 94.500 dollari potrebbe infatti fornire un segnale rialzista degno di nota, segnando un cambio di passo reale dopo la correzione.

Il paradosso del sentimento: dati USA positivi e deflussi persistenti

A complicare il quadro, in una giornata segnata da movimenti erratici e da una rapida discesa nelle ore serali, si inserisce un paradosso riguardante il sentimento di mercato. Da un lato, le condizioni macroeconomiche sembrano migliorare, con un rapporto sull'inflazione negli Stati Uniti che questa settimana ha fornito segnali positivi e che potrebbe aver contribuito al rimbalzo iniziale; un contesto che si aggiunge al taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, la terza volta quest'anno. Dall'altro, però, il sentimento tra gli investitori istituzionali appare ancora ribassista, come dimostrano i deflussi netti per 338 milioni di dollari registrati dagli Exchange Traded Fund su Bitcoin dall'inizio della settimana, un'inversione netta rispetto ai netflow positivi della settimana precedente.

Le analisi on-chain e gli scenari più cupi

A pesare sull'umore del mercato, del resto, giungono anche voci contrarian che parlano apertamente di bear market. Secondo alcune società di analisi, che basano le proprie tesi su metriche on-chain, il mercato ribassista sarebbe già iniziato e non avremmo ancora visto le sue fasi più dure. Queste previsioni, che circolano con toni a tratti allarmistici, parlano di potenziali obiettivi di prezzo ribassisti molto aggressivi, sebbene il mercato nel suo complesso mostri ancora tentativi di rimbalzo di breve periodo. Tali voci, spesso amplificate in fasi di alta volatilità come l'attuale, contribuiscono a creare un clima di attesa e di incertezza, mentre altri settori finanziari, come Wall Street, sembrano reggere meglio la fase.

Lo scenario globale e la pressione sui principali asset

La complessità del momento è accentuata dalle dinamiche macroeconomiche globali. La Bank of Japan, ad esempio, ha recentemente modificato la sua politica monetaria, alterando lo scenario per il cosiddetto carry trade e aggiungendo un ulteriore elemento di valutazione per i flussi di capitale a livello internazionale. In questo quadro, Bitcoin ed Ethereum si trovano comunque sotto pressione, costretti a testare livelli chiave in una sessione dopo l'altra, mentre i tentativi di rimbalzo si scontrano con una resistenza vendente ancora significativa. La strada per una ripresa sostenuta, insomma, appare tutt'altro che lineare e dipenderà dalla capacità di superare resistenze tecniche ben precise e di assorbire i deflussi dai prodotti d'investimento strutturati.

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