Bitcoin scende sotto i centomila dollari in una notte di deflussi record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ottobre, che aveva esordito sotto i migliori auspici con un rally euforico ribattezzato “Uptober”, ha bruscamente invertito la sua rotta a metà mese, trasformando l’ottimismo in una fase di forte correzione. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con l’annuncio di una nuova politica doganale definita “shock dei dazi”, ha innescato un terremoto di natura macroeconomica i cui effetti si sono propagati con violenza anche nei mercati digitali, fino a quel momento in apparente salute. Quella che sembrava una corsa inarrestabile verso nuovi traguardi, che aveva portato Bitcoin a sfiorare i 126.270 dollari e la capitalizzazione di settore a lambire i 4,4 trilioni, si è dunque interrotta in modo netto, dando il via a un periodo di forte volatilità.

La rottura della soglia psicologica

La fase discendente, dopo aver eroso progressivamente i guadagni, ha toccato il suo apice negativo in una notte particolarmente burrascosa, durante la quale il valore di Bitcoin è scivolato al di sotto di quella che era ormai considerata una solida barriera. Il prezzo, infatti, ha perforato i centomila dollari, livello che non veniva violato da ben centottantotto giorni, raggiungendo un minimo intorno ai 96.170 dollari; una cifra che, seppur lontana dai crolli del passato, segna una battuta d’arresto significativa per un asset che sembrava aver consolidato la sua presenza oltre quella soglia simbolica. La rottura, tecnicamente rilevante, ha interessato non solo i supporti immediati ma anche quelli tracciati sui grafici settimanali e mensili, modificando di fatto lo scenario operativo per molti investitori.

La fuga dagli ETF e il parere degli analisti

A trainare il crollo, secondo le analisi di settore, è stato un deflusso di capitali dagli Exchange-Traded Fund senza precedenti per entità, il secondo per magnitudine dall’avvio di questo strumento finanziario. I dati, raccolti da piattaforme specializzate, hanno registrato un prelievo netto di 869,9 milioni di dollari in un solo giorno, un movimento di massa che ha chiaramente sottolineato il nervosismo degli investitori istituzionali. Di questi deflussi, una parte cospicua, pari a 318,2 milioni, è stata attribuita a un singolo fondo, dimostrando come il fenomeno abbia avuto dei protagonisti ben precisi. Gli analisti di JPMorgan, interpretando i numeri, hanno indicato un livello di supporto potenziale per Bitcoin attorno ai 94.000 dollari, fornendo una possibile mappa per orientarsi in questa nuova fase di incertezza.

Il contesto generale dei mercati

Mentre il settore crypto affronta questa tempesta, il panorama finanziario tradizionale appare contraddittorio: i mercati azionari, nel loro complesso, mantengono infatti una relativa forza, sebbene si noti un deciso rallentamento nel comparto tecnologico, spesso correlato alle performance degli asset digitali. Questo divario evidenzia una dinamica di mercato complessa, dove i flussi di capitale si spostano settorialmente in risposta a shock geopolitici e economici, come quello rappresentato dalle nuove tariffe doganali. La situazione, nel suo insieme, delinea un momento di transizione e di riassestamento, lontano dagli eccessi speculativi di inizio mese ma anche da scenari di vero e proprio panico.

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