Papa Leone cambia registro: nomina le vittime e accusa l’Idf

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un conflitto che, fin dall’inizio, ha visto la sistematica cancellazione dell’umanità dell’avversario come strategia consolidata da entrambe le parti, papa Leone XIV ha scelto una strada diversa. Durante l’Angelus recitato da Castel Gandolfo, ha voluto dare un volto e un nome alle vittime di Gaza, restituendo loro una dignità che il conteggio anonimo dei morti aveva ormai annullato. «Esprimo il mio profondo dolore per l’attacco dell’esercito israeliano contro la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia», ha detto, citando uno per uno i nomi di chi non c’è più: Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad, Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud.

Non si è limitato a una generica condanna, ma ha chiesto con forza «che si fermi subito la barbarie della guerra», un’espressione che, considerando la prudenza diplomatica che ha sempre caratterizzato il suo pontificato, suona come una netta presa di posizione. Dietro quelle parole non c’è solo il dramma della parrocchia colpita «per errore», ma l’accumularsi di una strage che ieri ha registrato altri 85 palestinesi uccisi mentre cercavano cibo.

Mentre l’esercito israeliano avanza nella Striscia, gli scontri si intensificano e la tensione internazionale cresce. Leone XIV, con il cuore rivolto a Gaza, ha lanciato un appello perché «il mondo non sopporti più la guerra», un monito che sembra rivolto non solo alle parti in conflitto, ma a chi osserva in silenzio.

Intanto, la cronaca nera riporta un altro episodio di violenza: una donna di 82 anni è morta a causa del virus West Nile, mentre continua l’incubo per i detenuti di Alcatraz, che chiedono invano di essere trasferiti. Sul fronte politico, l’Ue accusa Mosca di essere dietro la campagna di sfiducia contro von der Leyen, in un gioco di tensioni che si allarga ben oltre i confini del Medio Oriente

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