Mediobanca, la Borsa plaude allo stop su Generali mentre si avvicina la resa dei conti con Mps

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il netto rifiuto opposto dall'assemblea di Mediobanca all'operazione su Banca Generali, un progetto fortemente voluto dall'amministratore delegato Alberto Nagel, è stato accolto dai listini con un'ondata di rialzi che ha travolto tutti i titoli coinvolti. Una chiara reazione del mercato, la quale, lungi dal sostenere la visione strategica del numero uno di Piazzetta Cuccia, ha piuttosto tradotto un palpabile sollievo per il naufragare di un'ipotesi di aggregazione che non aveva convinto gli investitori. Sul Ftse Mib di Piazza Affari, il titolo di Mediobanca stesso è figurato tra i più brillanti, chiudendo la seduta con un guadagno del 2,5% a 21,5 euro, un livello che riflette anche le attese per un possibile rilancio dell'istituto da parte di Monte dei Paschi di Siena.

L'attenzione dei protagonisti di questo complesso risiko finanziario – che coinvolge, in modi diversi, Unipol, Unicredit e lo stesso fondo Foglio – si sposta ora irrevocabilmente al prossimo, decisivo appuntamento calendarizzato per l'8 settembre. In quella data, infatti, si conoscerà l'esito finale dell'offerta pubblica di scambio lanciata da Mps su Mediobanca, un evento che determinerà in modo sostanziale gli assetti futuri non solo dell'istituto milanese ma, di riflesso, anche quelli di Generali, il cui destino è da sempre intrecciato a quello della sua cassaforte.

Registrato il secco "no" dei soci, la scena è ora dominata da un fitto reticolo di pressioni, trattative e congetture sulle mosse residue di Alberto Nagel. La sua ultima difesa dell'operazione Generali è parsa per molti versi come un tentativo estremo di preservare un disegno di crescita autonomo, il cui fallimento lascia l'ad in una posizione evidentemente indebolita. La sua permanenza al vertice è ora direttamente legata all'esito dell'Ops: qualora Mps, come alcuni bookmaker finanziari ipotizzano, raggiungesse una quota anche superiore al 51% del capitale, è altamente probabile che Nagel e l'attuale top management si dimettano in via anticipata, senza attendere l'assemblea dei conti del 28 novembre dove potrebbe essere formalmente revocato il board.

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