Via Tallone dopo lo sgombero, lo stabile sarà demolito
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Redazione Interno
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Lo stabile di via Tallone a Tor Sapienza sarà demolito: dopo lo sgombero dell'edificio abbandonato, diventato negli anni rifugio di fortuna e luogo utilizzato per lo spaccio, l'attenzione si sposta sulla messa in sicurezza dell'area e sulla necessità di impedire nuove occupazioni. I residenti chiedono che l'intervento non si fermi alla liberazione dell'immobile e la demolizione è indicata anche dalle istituzioni come il passaggio necessario per chiudere una vicenda che ha segnato a lungo questo quadrante della periferia est di Roma. Nell'attesa dell'intervento della proprietà, le forze dell'ordine hanno attivato una sorveglianza continuativa intorno allo scheletro di cemento.
Il blitz nello stabile e il tentativo di rientrare nell'edificio
L'operazione interforze ha coinvolto Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, sotto il coordinamento delle autorità di pubblica sicurezza. All'interno dell'immobile sono state individuate 25 persone straniere prive di documenti di identificazione, successivamente accompagnate all'Ufficio immigrazione della Questura per gli accertamenti sulla loro posizione in Italia. Durante le perquisizioni, effettuate anche con unità cinofile antidroga, sono stati sequestrati circa due chili di sostanze stupefacenti, tra marijuana, crack e cocaina, oltre a circa 4 mila euro in contanti. In un mobile è stata trovata anche una pistola di piccolo calibro munita di munizioni, mentre all'esterno sono stati recuperati sei scooter risultati rubati.
Due uomini, uno di origine gambiana e uno nigeriana, sono stati arrestati con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio dopo essere stati sorpresi mentre tentavano di disfarsi delle sostanze in loro possesso. Gli approfondimenti successivi nelle banche dati delle forze di polizia hanno portato a un terzo arresto: un cittadino nordafricano destinatario di una condanna a dieci mesi di reclusione per un cumulo di pene maturato nell'ambito di reati legati agli stupefacenti. Per una parte degli stranieri sottoposti agli accertamenti è stato inoltre disposto il trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio.
Il problema della possibile rioccupazione si è presentato a poche ore dall'intervento. Nel pomeriggio le forze dell'ordine sono dovute tornare nell'area dopo la segnalazione della presenza di nuovi intrusi, allontanati prima che potessero riprendere possesso della struttura. Un nuovo blitz è stato poi effettuato alle 8 del mattino successivo: tre persone di origine extracomunitaria intercettate all'interno sono state accompagnate all'Ufficio immigrazione, mentre l'elicottero del primo Reparto Volo della Polizia ha monitorato anche le aree verdi che circondano il fabbricato. I controlli hanno interessato proprio i possibili percorsi utilizzati per entrare e uscire dall'edificio.
Presidio h24 a Tor Sapienza per impedire nuove occupazioni
La Questura ha disposto un presidio h24 con equipaggi delle diverse forze di polizia. La sorveglianza riguarda non soltanto l'immobile, ma anche il perimetro verde circostante, individuato come possibile via di accesso alla struttura. Per ampliare il controllo dell'area è stato previsto anche l'impiego di equipaggi a cavallo della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri. La misura risponde a un problema già emerso in passato: il fabbricato era stato liberato più volte, ma le condizioni di abbandono avevano consentito successive occupazioni. La presenza continuativa degli agenti serve quindi a mantenere materialmente libero l'edificio durante la fase che precede la sua definitiva messa in sicurezza.
La richiesta dei residenti è di arrivare rapidamente alla rimozione dello scheletro edilizio. Il sindaco Roberto Gualtieri ha chiesto alla proprietà di procedere con la demolizione per impedire che il complesso torni a essere occupato. Sul progetto è intervenuto anche l'assessore capitolino all'Urbanistica Maurizio Veloccia: Roma Capitale ha già rilasciato il permesso di costruire che prevede l'abbattimento dell'edificio e la successiva trasformazione dell'area in un data center. Non si tratta dunque soltanto di eliminare il fabbricato abbandonato, ma di sostituirlo attraverso un intervento urbanistico già autorizzato.
Gli accertamenti sugli occupanti e la bonifica dell'area
Gli approfondimenti investigativi hanno riguardato anche i precedenti delle persone rintracciate nello stabile e la regolarità della loro permanenza sul territorio nazionale. La Questura ha proseguito le verifiche individuali dopo il blitz, affiancandole agli adempimenti previsti dalla normativa sull'immigrazione. L'intervento nell'edificio è stato accompagnato da attività nelle zone esterne, dove erano stati ricavati spazi di fortuna e dove sono iniziate operazioni di bonifica. Il monitoraggio aereo ha permesso alle forze dell'ordine di individuare altri soggetti nelle aree verdi perimetrali, alcuni dei quali potrebbero essersi allontanati alla vista degli agenti.
La demolizione dipende ora dall'intervento della società proprietaria dell'immobile, sollecitata dalle istituzioni a mettere definitivamente in sicurezza il cespite. La Prefettura ha posto la questione della proprietà al centro della fase successiva allo sgombero, mentre il Comune dispone già dell'iter urbanistico necessario alla trasformazione. Il progetto autorizzato assegna infatti all'area una destinazione precisa dopo l'abbattimento dello stabile: al posto della struttura abbandonata è prevista la realizzazione di un moderno data center.
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