Tor Sapienza, la faida dopo lo sgombero di via Tallone: un morto e un ferito grave
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Redazione Interno
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Un uomo di circa trent'anni, di origini africane, è stato trovato senza vita nella mattinata di mercoledì 30 settembre nel parco Fabio Montagna, a La Rustica, nella periferia est di Roma. Sul corpo sono state riscontrate ferite all'addome e alle gambe, compatibili con almeno quattro fendenti. A dare l'allarme è stato un passante che stava camminando con il cane poco dopo le 7:30. Per la vittima, che alcuni in zona chiamavano "Sami", non c'era già più nulla da fare: i sanitari dell'Ares 118 hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
L'identificazione formale non è ancora stata completata.
Poche ore prima, intorno alle 23 di martedì 29 settembre, un uomo di 42 anni di nazionalità nigeriana era stato accoltellato alle gambe in via Raffaele Costi, a Tor Sapienza. L'uomo è stato trovato all'interno di un carrello della spesa e trasportato in codice rosso al Policlinico Sandro Pertini, dove è ricoverato in prognosi riservata. Il suo racconto, quando le condizioni lo consentiranno, potrebbe fornire elementi utili per ricostruire la dinamica dell'aggressione.
I due episodi distano circa dieci minuti a piedi l'uno dall'altro e sono avvenuti a breve distanza di tempo.
Il filo che porta al palazzo di via Tallone
Gli inquirenti stanno valutando un possibile collegamento tra i due fatti di sangue e lo sgombero del palazzo occupato di via Cesare Tallone, avvenuto il giorno precedente. L'immobile, noto in zona come la "casa del crack", era da anni al centro di denunce per spaccio, occupazioni abusive e degrado. L'ipotesi prevalente è quella di una faida interna tra persone allontanate dallo stabile dopo l'intervento delle forze dell'ordine, forse legata alla spartizione di refurtiva o delle dosi che circolavano nella struttura.
La pista delle ronde violente attorno all'area appare al momento più distante, anche se non del tutto esclusa.
Carabinieri e polizia stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza della zona, un'area caratterizzata da capannoni industriali, autorimesse e uffici. L'arma utilizzata per l'omicidio nel parco non è stata rinvenuta. Entrambe le vittime devono ancora essere identificate in modo ufficiale. La procura dovrebbe ricevere nelle prossime ore le informative relative ai due episodi, per valutare gli elementi raccolti e stabilire se sussista un nesso oppure se si tratti di fatti autonomi.
L'operazione di sgombero e i sequestri
Lo sgombero di via Tallone è scattato all'alba di martedì 29 settembre, con un dispositivo interforze coordinato dal dirigente del V distretto Prenestino. Un elicottero ha sorvolato la zona mentre centinaia di agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza circondavano l'edificio. Nel corso delle perquisizioni, effettuate anche con il supporto delle unità cinofile antidroga, sono stati sequestrati circa due chili di stupefacenti tra marijuana, crack e cocaina, una pistola di piccolo calibro munita di colpi e circa quattromila euro in contanti.
Sei scooter risultati rubati sono stati recuperati nell'area esterna. Due persone, una di origine gambiana e una nigeriana, sono state arrestate con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio: erano state sorprese mentre tentavano di disfarsi della droga in loro possesso. Venticinque cittadini extracomunitari privi di documenti sono stati identificati e accompagnati all'ufficio immigrazione della questura; per otto di loro è stato disposto il trasferimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio.
Il tentativo di rioccupazione e il presidio
Poche ore dopo l'operazione, alcuni occupanti hanno tentato di rientrare nello stabile attraverso ingressi laterali. Le forze dell'ordine sono intervenute nuovamente e hanno disposto un presidio permanente, attivo giorno e notte, in attesa della messa in sicurezza e della demolizione dell'immobile. Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha sottolineato che liberare un edificio non basta se non si interviene sulle condizioni che ne hanno favorito l'occupazione, spiegando che lo stabile dovrà essere abbattuto.
La proprietà, un fondo di investimenti francese, è stata convocata in videoconferenza presso la prefettura e ha un ruolo preciso: assicurare custodia, messa in sicurezza e impedire nuove occupazioni.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha chiesto alla proprietà di procedere rapidamente alla demolizione dell'immobile. L'assessore capitolino all'Urbanistica, Maurizio Veloccia, ha annunciato il rilascio del permesso di costruire per l'abbattimento e la successiva trasformazione dell'area in un data center.
Sul futuro dello stabile si è acceso nei giorni scorsi anche uno scontro politico: il deputato di Fratelli d'Italia Marco Perissa ha sostenuto che l'iter autorizzativo è fermo perché la proprietà non avrebbe provveduto al pagamento degli oneri concessori, mentre Veloccia ha replicato che l'amministrazione ha fatto tutto ciò che doveva fare per consentire la riqualificazione.
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