Omicidio al Parco Montagna: faida tra pusher dopo lo sgombero del palazzo di via Tallone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un uomo di circa trent’anni, di origini africane, è stato trovato senza vita all’alba di ieri nel parco Fabio Montagna, a La Rustica, alla periferia est di Roma. A fare la macabra scoperta è stato un passante che, intorno alle 7:30, stava portando a spasso il proprio cane e ha notato il corpo riverso nell’erba, in un anfratto del giardino pubblico di via Federico Turano.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, ma per l’uomo non c’era già più nulla da fare: le ferite da taglio riportate all’addome e alle gambe, almeno quattro secondo i primi rilievi, ne avevano provocato il decesso.

Le indagini dei carabinieri

Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Tor Sapienza e della compagnia Montesacro, che hanno avviato le attività investigative per risalire all’identità della vittima. L’uomo, sprovvisto di documenti, non è ancora stato identificato formalmente; in zona alcuni lo avrebbero soprannominato “Sami”. Gli inquirenti stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sicurezza presenti lungo le strade della zona, un’area caratterizzata da capannoni industriali, autorimesse e società di trasporti, per ricostruire gli spostamenti e le presenze nelle ore precedenti al ritrovamento.

L’accoltellamento in via Raffaele Costi

Poche ore prima, nella tarda serata di martedì 29 settembre, un uomo di 42 anni di nazionalità nigeriana era stato accoltellato e abbandonato all’interno di un carrello della spesa in via Raffaele Costi, a Tor Sapienza, a poche centinaia di metri dal parco Montagna. La vittima, soccorsa in codice rosso, è stata trasportata d’urgenza al Policlinico Pertini, dove è ricoverata in prognosi riservata. Il suo racconto, quando le condizioni cliniche lo permetteranno, potrebbe fornire elementi decisivi per collegare i due episodi, avvenuti a una decina di minuti a piedi l’uno dall’altro.

La faida dopo lo sgombero del palazzo della droga

I due agguati sono avvenuti a poche ore di distanza dallo sgombero del cosiddetto “palazzo della droga” di via Cesare Tallone, il rudere occupato abusivamente da anni e diventato una roccaforte dello spaccio a Tor Sapienza. L’operazione, scattata all’alba di martedì con il coordinamento della Prefettura di Roma, ha visto l’impiego di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, con blindati a terra e un elicottero per il monitoraggio dall’alto.

Durante il blitz sono state arrestate due persone per spaccio di sostanze stupefacenti e sono stati sequestrati circa due chilogrammi di marijuana, una pistola e sei scooter risultati rubati; venticinque cittadini stranieri sono stati identificati e la loro posizione sul territorio nazionale è ora al vaglio degli uffici competenti.

Secondo la pista seguita dagli inquirenti, la liberazione improvvisa dello stabile avrebbe infranto i precari equilibri criminali della zona, innescando una faida per il controllo delle residue scorte di stupefacenti e della refurtiva. L’ipotesi prevalente è quella di uno scontro interno tra le fazioni rimaste senza base operativa dopo lo sgombero, sebbene non venga del tutto esclusa l’eventualità di spedizioni punitive esterne. La pista delle ronde violente attorno all’area, paventata nelle prime ore, appare al momento distante.

Il tentativo di rioccupazione e il presidio delle forze dell’ordine

Dopo lo sgombero, l’edificio di via Tallone è stato immediatamente oggetto di un tentativo di rioccupazione: non appena i contingenti delle forze dell’ordine hanno completato le operazioni, alcuni soggetti hanno provato a rientrare nello stabile, spingendo la Questura a disporre un secondo intervento e un presidio permanente giorno e notte. La Prefettura di Roma ha convocato la proprietà dell’immobile per garantire l’avvio immediato delle attività di bonifica e messa in sicurezza, propedeutiche alla demolizione del fabbricato.

La Giunta capitolina ha già rilasciato il permesso per abbattere il rudere e realizzarvi un centro dati tecnologico, ma la palla ora passa ai privati.

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